Un '95 Tutto Italiano
.::Catone Rosso - 4 Febbraio 2005::.
Qualche storico, riferendosi al nostro Paese, ha definito il ’95 un anno di transizione. Strano modo di esprimersi e valutare gli eventi del mondo, se si considera che proprio dieci anni fa in Italia accaddero cose di non poco conto. Vogliamo richiamarne alla memoria solo alcune. Giusto un piccolo distillato di memoria storica per chi farebbe bene a sottoporsi ad una drastica cura di fosforo. Ci limitiamo per questa volta ai primi cento giorni dell’anno, iniziando dalla nascita di un partito politico, Alleanza Nazionale, che avrebbe dovuto segnare la fine del vecchio MSI, sigla che non aveva rotto del tutto i ponti con il retaggio fascista delle sue più tarde origini. Se nel gennaio del 1995 Fini assunse le redini di AN, poche settimane dopo ebbe invece inizio l’ascesa di Romano Prodi alla guida dell’Ulivo. Nel Belpaese si parla di par condicio. L’opinione pubblica viene scossa dal rinvio a giudizio di Giulio Andreotti, senatore a vita ed ex presidente del Consiglio, per associazione a delinquere di stampo mafioso. Accuse infamanti dalle quali, dopo un lungo processo, saprà venirne fuori. “Mani pulite” esaurisce tutta la sua spinta con le dimissioni di Di Pietro dalla magistratura. Questi, in sintesi, i primi cento giorni di un ’95 tutt’italiano che definire di poco conto sarebbe un’enormità.