G.C.: No, assolutamente. Ritengo, infatti,
che questo sia un romanzo che non ha né fratelli, né
sorelle, né cugini, ma vada per la sua strada.
C-M: Come ritiene sia necessario
impostare la stesura di un racconto? Pensa sia preferibile partire
da idee ben precise?
G.C.: Beh… per scrivere un libro è
necessario avere le idee chiare sull'inizio e su di una possibile
fine, anche se è normale che il periodo, il luogo, i
movimenti politici e culturali che fanno da sfondo alla vita
dell'autore siano di grande influenza per il componimento stesso.
C-M: Quanto tempo ha impiegato
per scrivere l'ultimo romanzo?
G.C.: Soltanto quattro mesi, oltre alla rivisitazione
ovviamente…
C-M: Ha riletto il libro dopo
la pubblicazione?
G.C.: No, poiché ritengo sia preferibile
staccarsi dal romanzo, dopo averlo composto: in caso contrario,
infatti, risulterebbe insopportabile il desiderio di attuare
modifiche e correzioni.
C-M: Vuole raccontarci in pochissime
parole la trama di Chi ha ucciso Silvio Berlusconi?
G.C.: È la storia di un ragazzo venticinquenne,
Ettore, che si ritrova con una fresca laurea in storia e senza
un'occupazione e, pertanto, si rivolge ad un'agenzia interinale…Farà,
inoltre, conoscenza con una ragazza appartenente alla borghesia
milanese, Allegra, della quale si scoprirà innamorato…
Qualora vogliate saperne di più non vi resta che
leggere il romanzo…