Incontro con Melissa P
.::Giuseppe Pulina - 19 Agosto 2005::.

Di lei non è affatto esagerato dire che ha le idee chiare come né più né meno di tante altre ragazze al mondo, e questo le dà, comunque, a dispetto dei 19 anni che si ritrova, l'aria di chi sa già il fatto suo, pronta a fare i conti con il destino che i giorni che avanzano le riserveranno. Un destino che dovrà dimostrarle quanto fondata sia l'aspirazione a continuare a fare il mestiere che attualmente la occupa, la scrittrice, e che dovrà anche rivelarle il significato di altre "pendenze" esistenziali. Melissa P. ne ha voluto parlare nel corso di un affollato incontro con i lettori del café letterario del Cotton Club organizzato dalla Libreria Max '88 di Tempio. Nella cittadina gallurese per promuovere il suo ultimo romanzo, "L'odore del tuo respiro" ("un titolo che ho scelto perché è parte di una frase che mi ha colpito", ha spiegato Melissa), la giovane scrittrice catanese ha risposto ad una raffica di domande che hanno investito tanti campi e gratificato la curiosità di molti lettori: dal suo rapporto con la scrittura alle ragioni del successo editoriale di "Cento colpi di spazzola", di cui dice, smentendo tante voci, di avere scelto personalmente il titolo, dagli anni un po' tormentati del liceo a quelli della grande notorietà. A studiarne le risposte, davanti a lei, una platea di giovanissimi, pronti a farsi autografare i libri al termine dell'intervista. Ragazzi che avrebbero forse voluto chiedere a Melissa dell'altro, saperne di più su certi aspetti della sua personalità. Sapere magari se "Cento colpi di spazzola" è un libro-confessione che racconta di una Melissa veritiera o una geniale montatura autobiografica.
Il fatto è che - e molti lettori se ne saranno facilmente accorti - Melissa è sì un personaggio vero (una che non si nasconde dietro a un dito e che non bluffa), ma il libro che le ha dato quell'aura da personaggio poco convenzionale, capace di dire in pubblico ciò che a tanti altri può sembrare inaudito e impronunciabile, è realtà solo in parte. Per il resto - lo ha confermato la stessa autrice - è finzione, opera di fantasia, pura immaginazione. E nemmeno si tratta di un romanzo erotico, anche se (e ad ammetterlo è sempre Melissa) più di un lettore lo avrà acquistato perché spinto da un interesse per così dire morboso. Per stabilire magari se era vero che una diciassettenne fosse in grado di raccontare tanta crudezza riferendola a sé in prima persona, facendo passare sulla propria pelle come se fosse niente esperienze sessuali non molto raccomandabili.
Melissa - va detto ad onor del vero - non vuole essere nemmeno una che se la tira troppo. Sentirsi membro della tribù degli scrittori è un fatto che non la inorgoglisce, intuendo probabilmente le insidie di un ruolo professionale non facile da gestire. Sembrerà strano, ma è anche una che i capelli, lisci come seta, non se li è mai spazzolati. Non ha alcun interesse a praticare una scrittura sperimentale (cosa che fanno molti suoi colleghi scrittori), tanto da dichiarare di voler solo raccontare le storie che le capiterà di vivere. Un corroborante delle sue storie romanzate è comunque il sogno. E lei, Melissa, di sogni, simili a quadri naif o a certe strip dei maga giapponesi, ne fa in quantità massicce, e se le piace dormire è perché, con gli occhi chiusi, le si spalancano mondi che non conosce. Ama il cinema, ma trova indigesta la riduzione cinematografica che con titolo e trama stravolti porterà presto "Cento colpi di spazzola" sul grande schermo. Non ha mai apprezzato tanto la scuola ("colpa degli insegnanti che te la fanno odiare", ha detto), e questo, nella sua affabile singolarità, fa di lei, in effetti, una ragazza come tante altre.