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Stefano Tassinari,
oggi conosciuto in vari ambiti culturali, a partire dal teatro
e dalla radio fino a riviste giornalistiche e libri di argomentazioni
strettamente culturali, ha di recente dato alle stampe il suo
ultimo romanzo: L’amore degli insorti. Lo scrittore non
si occupa tanto di raccontare la storia di Emilio Calvesi, protagonista
del libro, sebbene la trama sia semplice e ben articolata, quanto
di descrivere minuziosamente lo stato d’animo del personaggio
principale e, marginalmente, anche di quelli secondari. Emilio
è un affermato architetto, sposato e con due figli. La
storia apparirebbe scontata: i problemi in famiglia, con la moglie
e i figli adolescenti; ma tutto ciò si rivela un sottile
contorno del racconto. Questi era appartenuto in giovane età
ad un gruppo armato di estrema sinistra che militava vent’anni
prima, ma era poi fuggito per sottrarsi all’arresto, che
aveva invece segnato la maggior parte dei suoi compagni, quelli
che ovviamente non avevano pagato con la morte.
Inizialmente usava farsi chiamare con il suo primo nome, Paolo,
ma ha in seguito preferito adottare il secondo, tanto da esser
ora conosciuto da tutti come Emilio Calvesi, uomo tranquillo,
moderato e distante da ogni discussione su politica e su ogni
anno della sua vita che preceda il suo matrimonio con Rita, che
“ha imparato a tacere anche quando vorrebbe parlare”.
La sua vita cambia, per la seconda volta, nel momento in cui riceve
una lettera da qualcuno che dice di chiamarsi Sonia. È
proprio in seguito a questo episodio che il protagonista viene
come trascinato da un turbine, lentamente, per provocare un maggiore
senso di angoscia. Si ritrova costretto a seguire la corrente
e a ricostruire così tutte quelle fasi della sua vita che
aveva celato o posto in un angolo polveroso della sua mente, nella
speranza che prima o poi venissero rimosse.
Comincia così il suo progressivo allontanamento dalla famiglia,
dal lavoro, dalla società intera, dando origine ad un mondo
secretus, inteso nel significato latino della parola, quindi inaccessibile
ed impenetrabile, il cui nucleo è composto da lui stesso
e circondato da ricordi, foto, lettere attribuibili ad un nome
ma non ad un volto, rimpianti, dolore, e la cui membrana è
composta unicamente dal corpo che si muove comandato dall’ansia,
dalla necessità di sapere, scoprire, conoscere, vedere,
sentire, percepire qualunque cosa porti la mente e l’animo
allo scioglimento del mistero, ad una quiete interiore difficilmente
raggiungibile, a dare un senso alla propria vita e a trovare una
ragione che lo porti ad andare avanti.
Un romanzo avvincente, ben costruito, volto a chiunque in fondo
al cuore senta un forte bisogno di verità e a tutti coloro
che si muovono per la libertà o si limitano semplicemente
a desiderarla.
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