Stefano Tassinari: L'amore degli insorti (Marco Tropea Editore 2005)
.::Maria Laura Corda - 20 Febbraio 2006::.

Stefano Tassinari, oggi conosciuto in vari ambiti culturali, a partire dal teatro e dalla radio fino a riviste giornalistiche e libri di argomentazioni strettamente culturali, ha di recente dato alle stampe il suo ultimo romanzo: L’amore degli insorti. Lo scrittore non si occupa tanto di raccontare la storia di Emilio Calvesi, protagonista del libro, sebbene la trama sia semplice e ben articolata, quanto di descrivere minuziosamente lo stato d’animo del personaggio principale e, marginalmente, anche di quelli secondari. Emilio è un affermato architetto, sposato e con due figli. La storia apparirebbe scontata: i problemi in famiglia, con la moglie e i figli adolescenti; ma tutto ciò si rivela un sottile contorno del racconto. Questi era appartenuto in giovane età ad un gruppo armato di estrema sinistra che militava vent’anni prima, ma era poi fuggito per sottrarsi all’arresto, che aveva invece segnato la maggior parte dei suoi compagni, quelli che ovviamente non avevano pagato con la morte.
Inizialmente usava farsi chiamare con il suo primo nome, Paolo, ma ha in seguito preferito adottare il secondo, tanto da esser ora conosciuto da tutti come Emilio Calvesi, uomo tranquillo, moderato e distante da ogni discussione su politica e su ogni anno della sua vita che preceda il suo matrimonio con Rita, che “ha imparato a tacere anche quando vorrebbe parlare”.
La sua vita cambia, per la seconda volta, nel momento in cui riceve una lettera da qualcuno che dice di chiamarsi Sonia. È proprio in seguito a questo episodio che il protagonista viene come trascinato da un turbine, lentamente, per provocare un maggiore senso di angoscia. Si ritrova costretto a seguire la corrente e a ricostruire così tutte quelle fasi della sua vita che aveva celato o posto in un angolo polveroso della sua mente, nella speranza che prima o poi venissero rimosse.
Comincia così il suo progressivo allontanamento dalla famiglia, dal lavoro, dalla società intera, dando origine ad un mondo secretus, inteso nel significato latino della parola, quindi inaccessibile ed impenetrabile, il cui nucleo è composto da lui stesso e circondato da ricordi, foto, lettere attribuibili ad un nome ma non ad un volto, rimpianti, dolore, e la cui membrana è composta unicamente dal corpo che si muove comandato dall’ansia, dalla necessità di sapere, scoprire, conoscere, vedere, sentire, percepire qualunque cosa porti la mente e l’animo allo scioglimento del mistero, ad una quiete interiore difficilmente raggiungibile, a dare un senso alla propria vita e a trovare una ragione che lo porti ad andare avanti.
Un romanzo avvincente, ben costruito, volto a chiunque in fondo al cuore senta un forte bisogno di verità e a tutti coloro che si muovono per la libertà o si limitano semplicemente a desiderarla.