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Tutta un’altra
musica in casa Buz è un romanzo delizioso, spumeggiante
ma pieno di grazia basato su una storia vera. Lucia Vastano,giornalista
e inviata di guerra, apre una finestra su un mondo a noi sconosciuto
raccontandoci il percorso di crescita di due ragazze descrivendo
anche la vita quotidiana della loro famiglia sicuramente privilegiata
rispetto alle altre.
Rubina Baz, la protagonista di questo romanzo, ha sedici anni
e vive con la sua famiglia in un campo profughi di Katcha Gari.
E’ ribelle, ama studiare, sogna di diventare regista, non
porta il burqua e non vuole sottostare a un fidanzamento combinato.
Contro di lei tramano gli uomini, primi fra tutti il padre, i
mullah e i vicini di casa. Rubina è vivace, determinata,
coraggiosa, ha dalla sua parte un’intelligenza pronta e
la convinzione che siano i desideri che fanno cambiare il mondo;
ha un suo sito internet e le piacciono i ragazzi. Ma quando sgattaiola
al bazar per incontrarne uno di nascosto, suo padre viene a saperlo,
ed è una catastrofe: essendo Rubina e sua sorella Alia
già promesse spose, la vergogna può essere lavata
da loro e dalla propria famiglia solo con un immediato trasferimento
a Kabul. E ancora peggio la sorella di Rubina si ammala di una
malattia per loro inquietante (epilessia), al punto che tutta
la famiglia arriva a credere che sia opera di uno spirito maligno.
Sradicata dalla sua casa, costretta a uno stile di vita più
modesto e tradizionalista, Rubina non si perde d’animo:
indossa l’odiato burqa per attraversare la città
indisturbata per contattare un’organizzazione non governativa
e dei medici italiani per aiutare la sua sorella minore Alia malata
di epilessia.
Naturalmente la storia di queste ragazze e della loro voglia di
cambiare certe usanze, certi modelli di vita, è anche lo
specchio di una società che, dopo più di un quarto
di secolo di guerre, sta cercando di emanciparsi e di trovare
un proprio modello di progresso.
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