Il razzismo spiegato a mia figlia
.::Chiara Posadinu - 21 Luglio 2005::.

Tahar Ben Jelloun, l'autore del libro "Il razzismo spiegato a mia figlia", è nato a Fèz, in Marocco ed ora vive a Parigi. Non è un saggista, ma un giornalista che, per farsi capire ed esprimere ciò che per lui è il razzismo, scrisse nel 1944 questo saggio.
Il libro si presenta come un dialogo tra l'autore e la figlia che ha partecipato con lui ad una manifestazione contro il razzismo e che pone al padre numerosi quesiti per chiarirsi questo concetto. Dal loro dialogo emerge che il razzismo nasce da vari aspetti: dalla paura dello straniero, dall'ignoranza e dalla bestialità dell'uomo. Il razzista non usa a volte la ragione propria degli esseri umani, ma si lascia portare dall'istinto verso sentimenti d'odio.
Il concetto principale sul quale l'autore sviluppa la sua riflessione è l'uguaglianza di tutte le persone. Questa non poggia su basi scientifiche e niente può giustificare la supremazia di una razza che oltretutto è un modo sbagliato per intendere la diversità degli uomini.
Passando per la storia della colonizzazione dell'Africa e dell'apartheid, l'autore cerca di farci capire gli errori che i nostri antenati hanno compiuto, forse anche per la loro ignoranza, errori che noi non dobbiamo più ripetere. Cerca di far capire che nessuno può sentirsi superiore agli altri solo per il colore della pelle. È convinto che l'educazione svolga un ruolo fondamentale nello svilupparsi degli uomini del domani. Uomini che non si facciano trascinare dal razzismo, perché nessuno nasce razzista ma lo diventa.
Il lettore a cui si rivolge è compreso nella fascia d'età che va dagli otto ai quattordici anni, come l'autore ci dice nella prefazione, anche se il libro può essere letto da chiunque, specialmente dai genitori dei ragazzi a cui il libro è rivolto, perché potranno così spiegare loro i passi più difficili che si incontrano nella sua lettura.


Autore: Tahar Ben Jelloun
Titolo: Il razzismo spiegato a mia figlia
Editore: Bompiani
Luogo e anno di edizione: Milano, 1999.