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Cosa si pensa davanti ad un saggio di filosofia? Diciamocelo, la prima cosa che si fa è storcere la bocca, girare la testa e cercare un qualsiasi altro libro della libreria per allontanarci da “quello lì”. Davanti a Minima Animalia di Giuseppe Pulina le cose si trasformano, la filosofia diventa un cavallo, delle cornacchie, un asino che è veramente “una gran testa di somaro”. Un’analisi sugli animali utilizzati come esempio nella filosofia, così potremmo dire, oppure un esempio di filosofia animale, o ancora la filosofia animale applicata all’uomo……. Forse è questo il bello della filosofia, si può giocare con le parole, dare il significato che più attrae in quel momento… Minima Animalia è una dimostrazione esemplare di questo gioco a dimostrazione che con la filosofia si può anche, anzi, si DEVE, ridere! Abbiamo già avuto nel tempo la nostra buona dose di filosofi vecchi, bacucchi e impomatati, ormai sappiamo cos’è l’essere e cos’è il non essere (lo sappiamo???)… Perché non cercare di capire un filosofo “semplice, semplice” come Nietzsche utilizzando quel bel serpentello che lui stesso usa come esempio in “Così parlò Zaratustra?” Non mi dilungherò sul perché della risata (lo si è già fatto in passato in modo più che abbondante), ma punterò sul fatto che non per forza questa è unita a stupidità o poco interesse. Non si ride solo per il piacere di farlo o per delle sciocchezze. Si può ridere apprendendo, cercando di capire con più facilità cose che non si sono mai comprese del tutto, soprattutto se, come in questo caso, chi scrive usa un linguaggio non solo comprensibile, ma le cui parole riescono a colpire molto più di una semplice definizione fatta appositamente. Chissà a che conclusioni sarebbe arrivato Sant’Agostino ridendo un po’ di più??? |