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“Vai e vivrai”
è un romanzo scritto da due autori: l'ebreo rumeno Radu
Mihaileanu e Alain Dugrand. Racconta la storia di Mihaileanu,
figlio di un comunista fuggito da un lager nazista, che, dopo
le prime esperienze da palcoscenico, diventa scrittore e regista.
Vivrà per un certo periodo in Israele e poi si trasferirà
in Francia per fuggire dl regime di Ceausescu. È conosciuto
in Italia per “Train de vie”, film paragonato più
volte a “La vita è bella” di Beningni.
Dugrand ha pubblicato una decina di libri, saggi e romanzi tra
cui “Une certaine sympathie” (Prix Roger Nimier) e
“Le 14e zouave” ( Prix Paul Léautaud, Prix
Louis Guilloux).
“Vai e vivrai” è nato insieme al progetto cinematografico
di “Va, vis et deviens” (Premio per la miglior sceneggiatura
al Festival di Berlino) arrivato nelle sale italiane lo scorso
28 ottobre. “Vai e Vivrai” è frutto di lunghe
ricerche e di raccolte di testimonianze.
Mihaileanu e il suo collaboratore parlano dell’esodo dei
falasha promosso negli anni Ottanta da Israele e Stati Uniti.
I falasha sono nobili ebrei di pelle scura considerati dagli ultraortodossi
“ebrei a metà”, in quanto discendenti, secondo
la tradizione, dalla Regina di Saba. Per salvarsi dalla fame hanno
abbandonato l'Etiopia e trovato asilo a Gerusalemme. Questo viaggio
per loro significava la salvezza dalla fame e dalla morte. L'esodo
avvenne clandestinamente, attraverso il Sudan, riuscendo così
a sfuggire al regime filosovietico di Menghistu che governava
l'Etiopia.
Il protagonista della storia, invenzione degli autori fedele alla
storia, è Shlomo, un ragazzino etiope di famiglia cristiana,
rifugiatosi con la madre in un campo profughi del Sudan. La madre,
che capisce che per gli ebrei si sta aprendo una via verso la
salvezza, affida il proprio figlio ad una donna ebrea che ha appena
perso il suo bambino. Questa lo porterà ad Israele spacciandosi
per sua madre, ma morirà presto e il povero ragazzo verrà
adottato da una famiglia bianca. Shlomo cresce da ebreo e da israeliano,
temendo però di venire smascherato sapendo di non essere
ebreo, di non essere un orfano e soprattutto di non essere ancora
nulla.
Il romanzo è una finestra sulla realtà del nostro
mondo e dei nostri popoli che più di una volta ci viene
nascosta. Un libro per ragazzi e adulti, scritto molto semplicemente,
ma in modo tale da trasmettere perfettamente il messaggio degli
autori. “Vai e vivrai” è un romanzo che appassiona,
facendo immedesimare il lettore in ogni singolo personaggio e
in tutte le situazioni e problemi affrontati dai vari personaggi.
La storia che racconta, terribile e realmente accaduta, apre uno
spaccato su un microcosmo fatto di paure, terrore e amore.
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