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Jonathan Carroll è americano ma vive a Vienna ed è considerato uno dei maggiori scrittori visionari viventi. Stephen King stesso ha detto:
“Se non avete mai letto Jonathan Carroll comprate uno dei suoi libri. Starete svegli tutta la notte e domani mattina mi ringrazierete”.
Egli, infatti, conta un numero veramente infinito di fans che proprio come me si sono persi nel suo labirintico mondo. Tra i suoi romanzi, accomunati tutti da titoli bizzarri, ricordiamo “Il mare di legno” e “Mele bianche” che hanno venduto milioni di copie.
Io ho deciso di leggere questo libro principalmente per curiosità, non amo i romanzi eccessivamente surreali ma “Zuppa di vetro” mi ha piacevolmente sorpreso. Affermo tranquillamente che nessuno, anche solo dopo poche pagine, possa riuscire ad interrompere la lettura.
In questo suo ultimo romanzo dove nella morte, Dio è un orso polare parlante, gli autobus sono guidati da polipi e per le strade si aggirano uomini fatti di burro, Simon Haden crede di vivere alla normalità la sua vita. Contemporaneamente, sulla terra, Isabelle Neukor aspetta un figlio dal suo compagno Vincent Ettrich. Avendo visitato la morte, per salvargli la vita ed essendo ritornata sulla terra, ha però interrotto i piani del Caos, che per questo manderà più volte i suoi agenti per trasportarla nel mondo dei morti.
Cosa succederà se il bambino che ha in grembo nascerà durante uno di questi viaggi?
Non esagero dicendo che questo libro è divino e straordinariamente coinvolgente, le mie però sono solo parole sprecate, capirete veramente quello che intendo soltanto dopo averlo letto.
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