Un Mucchio Di Parole
.::Luigi Bevilacqua- 28 Ottobre 2005::.
Le Ceneri Di Gramsci

A distanza di trent'anni dalla sua morte, Pier Paolo Pasolini è tornato di moda. Come ogni bravo ragazzo di oggi ligio al suo ruolo nella società, non conoscevo questo artista. Il mio cervello, spremuto dai videogiochi, al nome Pasolini ha associato solo l'espressione - errata - "Pasolini non replica". Pertanto è consigliabile considerare questo articolo per quello che è, un mucchio di parole di un sedicenne.
La mia ricerca di informazioni, sempre per non smentire gli stereotipi che avvolgono i giovani, è iniziata da Internet. Ma non ho trovato una singola definizione di Pasolini che mi soddisfacesse; dopo un salto in biblioteca, da cui sono tornato con un paio di libricini del calibro di "Ragazzi di vita" e "Petrolio", mi sono rintanato nella mia casuccia d'adolescente per dedicarmi alla lettura. Come definire il risultato? Il primo scritto mi è parso inizialmente quasi noioso, ma è riuscito a catturare la mia attenzione per la sua unicità: era scritto da un bolognese in dialetto romano. Invece non sono riuscito a finire Petrolio; questo mi ha portato ad una ricerca ulteriore sulla grande rete che mi ha mostrato una vera perla: le poesie di Pier Paolo Pasolini. A mio parere non sono di stampo verista: i veristi analizzavano il popolo con stile scientifico, minuzioso, come un animale particolarmente interessante. Non questo autore, invece. Pier Paolo parla della gente semplice con ammirazione, piacere, ricordo: ne "Il canto popolare" egli ne parla con tristezza, come un vecchio che parla dell'infanzia, con la rassegnazione di chi non può spiegare l'emozione e non può tornare indietro; mentre ad esempio"Verso le terme di Caracalla" è più spensierato, una descrizione pura, senza fronzoli stilistici. La vera forza della poesia di Pasolini è questa: sono testi autentici, da cuore a cuore. Sono dialoghi di un amico, un saggio, una persona curiosa per natura ed all di fuori degli schemi. Ecco chi era secondo me Pasolini. Un uomo che non accettava le idee comunemente accettate, le convenzioni, le gabbie mentali. Il regista di "Comizi d'amore" non può che essere una persona al di fuori di ogni giudizio contemporaneo perchè al di fuori da ogni altra cosa di questo tempo, un incompreso. Ecco un'altra parola adatta a lui: ritengo fosse un bambino, mosso dalla curiosità verso il vero mondo, quello dei poveri, perchè "Solo il popolo ne ha un sentimento\vero: mai tolto al tempo, non l'abbaglia\la modernità, benché sempre il più \ moderno sia esso, il popolo, spanto \ in borghi, in rioni, con gioventù \ sempre nuove - nuove al vecchio canto - \ a ripetere ingenuo quello che fu" (da Il Canto Popolare).