Live Report: Kreator, Dark Tranquillity, Ektomorf, Hatesphere @ Rolling Stone - Milano 09.02.2005
.::Simone Ogno - 6 Maggio 2005::.

Foto di Riccardo Carcano, Fabrizio Crapanzano & Alessandro De Pace

da www.darkillity.net, Dark Tranquillity Italia

Grande partecipazione di pubblico per uno dei concerti più attesi dai metal-Kids italiani.
Questa sera sul palco del Rolling Stones si esibiscono il passato e il presente del trash metal, concepito nelle sue più varie sfumature.
Verso le 19:00 entro nello splendido locale milanese e dopo la bevuta di rito lo show inizia qualche minuto prima dell'ora prevista.
Ad attenderci è dunque il marasma sonoro provocato dagli Hatesphere, gruppo danese salito alle ribalte delle scene con l'ultimo e ottimo album "Ballet of the brute".
Grazie ad una presenza scenica invidiabile e a un mix sonoro di trash-death e hardcore nelle prime file si scatena un pogo forsennato, sempre più motivato dal vocalist Jacob Bredhal. Appagato da una performance che si può definire tanto nichilista quanto di classe fanno il proprio ingresso gli ungheresi Ektomorf. I cinque giovani deliziano le orecchie del pubblico sempre più numeroso grazie ad un sound maturato da Sepultura e Soulfly; Le influenze dei gruppi di Max Cavalera sono inconfondibili ma la band riesce a farle proprie con tanta padronanza.....Bravi! Ma nonostante ciò il pubblico non attende altro che l'arrivo dei Dark Tranquillity, gruppo svedese attivo da sedici anni e considerato Re insieme a "In Flames" e "At the gates" del melodic-death, che va tanto di moda ma che allo stesso tempo è carente di new sensation.
Si abbassano finalmente le luci e si parte subito con "the new build" la track di apertura di "Character", l'ultimo studio album dei sei svedesi, seguite a ruota da "the treason wall", che insieme a "final resistence" , "hour past in exile","monocromatic stains" e "white noise/black silence" rappresentano quel gioiellino di Demage done (2000).
Alle tastiere Martin Brandstorm non sbaglia un colpo essendo migliorato tantissimo dal 1998 anno di entrata nel gruppo e riuscendo ora a creare il sottofondo ideale per le canzoni dei Dark Tranquillity. La sezione ritmica è un rullo: Michael Niklasson allieta l'udito con i suoi giri di basso mentre Anders Jivarp lascia l'ascoltatore esterefatto per la sua pressione e velocità nel drumming e, considerato l'uso di una sola cassa viene che da pensare se la circonferenza delle caviglie non sia minore di 50 cm.
Alle chitarre il duo Sindin-Henriksson macina nota su nota. Ma il migliore è senza dubbio Mikael Stanne, front-man eccezionale, che dialoga con il pubblico, stringe mani e si agita come una forsennato e che riesce a creare un atmosfera particolare con il pubblico e a trasmettere emozioni uniche.
La ciliegina sulla torta è però la proposta di "punish my heaven" muro sonoro posto in apertura del leggendario album "The Gallery" targato 1995 e che catapultò la tranquillità oscura nell'elite del metal. Alla fine raccogliendo da terra le corde vocali è rimasto solo lo show dei Kreator, gruppo tedesco che milita nelle scene da circa 23 anni. Anche questa un'ottima performance, caratterizzata dal carisma del cantante-chitarrista Mille Petrozza che ha assalito gli spettatori con vecchi pezzi senza tralasciare il nuovo album "Enemy of god". A metà dello show Kreatoriano il pubblico viene distratto dalla presenza dei Dark Tranquility nella folla di fan. Il gruppo firma autografi e chiacchera con alcuni ammiratori e anche io riesco a scambiare qualche parola con Brandstrom e con Stanne,e dopo un lungo abbraccio con Nirlasson e Jacob Bredhal degli Hatesphere, in uno stato alcolico alterato Bredhal mi da il bacio della buonanotte.