Come interpretare
i messaggi che la nuova era ci invia attraverso linguaggi non
codificati…
Le sfumature dei colori di una bandiera, la molteplicità
dei costumi di un popolo, i suoni delle voci che riecheggiano
nello spazio infinito di questi anni frenetici, avvolgono assai
caldamente e caoticamente le nostre menti, i nostri pensieri tanto
diversi e così eternamente simili…
Il passato riemerge repentino, al richiamo degli eventi moderni,
il ricordo di azioni remote, sbagliate, e mirabili canti secolari
riportano quelle voci lontane all’ascolto della nostra generazione.
Come trascurare l’evolversi delle idee, dei modelli di vita,
delle condotte nazionalistiche di ogni paese, del credo di ogni
reale civiltà, e il trasfigurare delle immagini passeggere
di miti mortali e immortali che hanno scritto la storia…
E poi, cos’è, adesso, l’America?
Cosa diventa al trapassare delle mie illusioni?
Non è aria, non vento e non certo polvere, ma forza, soggezione,
presenza e intraprendenza…
Come mitizzare, tuttavia, un mondo tanto presente nella mia esistenza
eppure così estraneo?
Dov’è il tempo che trascorre, dove sono le foglie
che cadono e la speranza che germoglia?
Dove posso disegnare la mia vita senza la certezza che il mio
mondo sia ora veramente il mio?
E soprattutto, di che colore sono le stelle e le strisce che daranno
risposta alle mie domande?
Cercare di leggere con chiarezza fra le righe di un acronico ma
profondamente ancestrale almanacco…
Gli anni cambiano i nostri volti, i nostri sogni, e i nostri abiti
mutano, eppure il cielo mi mostra sempre gli stessi colori, e
il mio incontenibile patire, questo ostico, inarrestabile cambiare,
questa livida stagione, non è autentica…
Lei, la terra delle opportunità, la statua dell’onnipresenza,
il potere all’onnipotenza…
Le anime che la ricordano si riuniscono silenziose attorno al
suo falò, e si tengono compagnia…
Io ne arguisco modesto i fragori lontani, ne colgo gli atti e
i sottili profumi; e così brindando ad essa, ascoltando
la sonorità di eloquenti arpe celesti, la immagino;
e contemplo questo passaggio, ne enumero i significati, cerco
di tradurne i simboli e mi affeziono…
non ne ho timore, è solo che comprendo ciò che sentite,
quello che sento;
sento il tempo; il tempo… non esiste…
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