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Dopo ventiquattro anni finalmente lo possiamo dire ancora una volta: l’Italia è campione del Mondo! La Nazionale italiana ha vinto per la quarta volta il Mondiale di calcio e per la nostra generazione, che mai aveva assistito prima d’ora ad un evento del genere, è stata un’emozione indescrivibile. Noi, che fino al 9 luglio 2006 abbiamo vissuto di racconti su quella mitica vittoria di Spagna ’82, siamo riusciti a vedere la rinascita del calcio italiano. Forse sono parole pesanti, forse è solo l’euforia per un trionfo storico, ma quella coppa conquistata sul campo, nella finale di Berlino, ha tanti significati e nessuno ce la potrà portare via. Germania 2006 è stato un Mondiale di rivincite. Due anni dopo il disastro dell’Europeo portoghese niente lasciava presagire ad una reazione così immediata. E invece, Marcello Lippi, che forse è diventato il più grande allenatore italiano di sempre, ha compiuto il miracolo costruendo una squadra di operai che pian piano hanno formato un gruppo solido e compatto. I vari Pirlo, Gattuso, Grosso, Camoranesi, Materazzi, Zambrotta e capitan Cannavaro sono gli eroi di una vittoria sudata e sofferta fino all’ultimo. Una squadra così orgogliosa e determinata non poteva, però, fare a meno neanche di stelle come Buffon, Del Piero e Totti che (specialmente il portierone) hanno saputo mettere la loro impronta decisiva durante la manifestazione. Perciò, bravo Lippi! Anche se gli altri continueranno a dirci che siamo dei catenacciari. L’Italia è riuscita anche a sconfiggere diversi tabù: i rigori, i precedenti contro la Francia (incontrata quest anno in finale), l’eliminazione contro i padroni di casa (questa volta la Nazionale ha battuto la Germania a differenza di quanto era successo nel ’98 e nel 2002 con Francia e Corea), Guus Hiddink (allenatore dell’Australia incontrata agli ottavi e, quattro anni fa, della Corea). Noi in cima al Mondo e gli altri che ci guardano dal basso stupefatti, increduli, quasi non fosse vero che gli Azzurri hanno tagliato il traguardo per primi. Ma non basta. Abbiamo vinto un mondiale sul campo, ora dimostriamo di saperci rialzare dal tonfo causato dallo scandalo che ha travolto i club più importanti del nostro football. Facciamo vedere la faccia pulita del calcio perché mai come ora la vittoria di Berlino deve servirci come motore per una spinta decisiva verso uno sport leale e giusto. Oggi è più bello essere italiani. Per cui non perdiamo tempo e facciamo fruttare questo straordinario successo. Perché per i prossimi quattro anni noi siamo campioni del Mondo.
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