Il peter pan del pallone ritorna nella scatola magica
.::Mario Lussorio Fresi - 21 Luglio 2005::.

È arrivato il momento, Gianfranco Zola, il "genietto sardo" appende le scarpe al chiodo. Il ragazzo di Oliena chiuda la carriera a 39 anni dopo aver deliziato l'Italia e l'Inghilterra intera. Il baronetto sardo lascia così orfano chi continua ad avere una visione positiva del gioco più bello del mondo, fatto di sacrificio e serietà; lo fa con la classe di un campione in campo e non solo. Così, dopo 23 anni e una carriera straordinaria, finisce da dove aveva iniziato, nella sua amata Sardegna.
La favola del fantasista sardo inizia ad Oliena. La svolta alla carriera calcistica avviene sotto la corte di Maradona, dove nel 1990 vince campionato e supercoppa italiana, nel 1991 esordisce in nazionale e in seguito si trasferisce a Parma. Ormai è diventato una stella, ma, conoscendo Gianfranco, si capisce subito che ama rimettersi in gioco, ed ecco che nel 1997 arriva al Chelsea. Subito per i tifosi inglesi diventa "magic box" ossia scatola magica da dove fuoriescono giocate da campione e gran gol. Riceve due medaglie per la Fa cup seguite da tre importantissime coppe. Ma, siccome il nostro peter pan diventa "modello per i giovani tifosi" e lo straniero più amato dal calcio britannico, riceve dalla regina Elisabetta l'onorificenza come "membro onorario dell'impero britannico".
Zola non dimentica la Sardegna e, pur di farvi ritorno, rifiuta un contratto d'oro offertogli dal patron del Chelsea. Si trasferisce a Cagliari con la voglia di essere ancora protagonista e riesce a portare la squadra sarda in serie A, facendole compiere quest'anno un ulteriore salto di qualità. Ha scelto la sua isola, ha saputo vincere ancora con un colpo di classe, una vita trasparente, mai scorrettezze e parole fuori luogo.
Il presidente inglese Ken Bates, che lo portò al Chelsea, ha espresso un'immensa ammirazione per il piccolo grande uomo di Oliena: "ha dimostrato - ha dichiarato - che un genio può anche non essere maleducato".
Oggi la favola lunga una carriera è finita, e "sir Zola" si rinchiude nella scatola delle meraviglie, mettendo la famiglia in prima fila, ennesimo capolavoro di un grande uomo che sapeva giocare anche a pallone.