
|
Negli ultimi anni si è assistito al ritorno in voga a livello internazionale di un fenomeno che tra gli anni Ottanta e Novanta raggiunse il suo apice per fama e numero di appassionati: il wrestling. I vari Batista, Lashley e The Undertaker sono oggi diventati degli idoli quasi al pari dei calciatori per diverse schiere di ragazzini e non solo. Infatti la gamma di spettatori che il wrestling abbraccia comprende persone di tutte le età. E questo avviene specialmente negli Stati Uniti, Paese dove i wrestlers godono di grandissima popolarità. Ma come considerare il wrestling? Uno sport? Uno spettacolo? Bene, la risposta non è così semplice da dare. Innanzitutto, per chi non lo sapesse, “to wrestle” in inglese significa “combattere”, per cui diventa impossibile non pensare ad uno sport di combattimento. In effetti il wrestling che noi oggi vediamo in TV non è altro che un’evoluzione della vecchia lotta greco-romana, con la sola differenza di non essere una vera e propria lotta. Si, perché nei decenni successivi al secondo dopoguerra, gli Americani hanno trasformato il wrestling in “entertainment”. In altre parole, i combattenti non si danno più le botte per vincere un incontro, ma per fare spettacolo. E questo cambia radicalmente le cose, perché i wrestlers, truccati e mascherati in modo da crearsi dei personaggi quasi di fantascienza, sono diventati col tempo degli attori a tutti gli effetti. Ma sul ring il combattimento è vero o è tutta una farsa? Beh, questo lo sapete anche voi. I lottatori sanno bene fin dall’inizio come deve finire un incontro, per cui non se le danno per davvero (anche se spesso accadono incidenti), ma si comportano in modo che la gente creda che sia tutto reale. In ogni caso, stiamo parlando di atleti che devono sostenere degli allenamenti per poter salire su un ring. E come accade in altri sport, anche qui ci sono casi di doping. Ma la WWE, la più importante lega di wrestling, ha da poco avviato un programma per combattere l’uso di sostanze dopanti (Wellness Program). A dimostrazione del fatto che, anche se si tratta di una recita, la si vuole comunque fare lealmente. Infatti, diverse volte è successo che alcuni wrestlers venissero espulsi dalle loro leghe per colpa del doping. Ciò non distoglie, comunque, l’attenzione dei fan che continuano a seguire gli show televisivi, divenuti vere e proprie fiction. E questo fa entrare parecchi soldi nelle casse dei boss proprietari delle federazioni come Vincent Kennedy McMahon, presidente della WWE e tra gli uomini più potenti degli Stati Uniti. Business! Ecco cosa è in sintesi il wrestling così come molte delle “americanate” che ci sono state propinate per anni. Un enorme business che, tuttavia, non smette di ricordarci (soprattutto agli spettatori più piccoli) che è tutta una finzione. L’importante è che la gente (quella a cui piace e quella cui non piace) continui a guardare il wrestling per quello che agli occhi dello spettatore dovrebbe essere: uno spettacolo di artisti del combattimento.
|