Quando si parla di sport…
.::Marco Tatti - 28 Ottobre 2005::.

Parlare di sport al giorno d’oggi, tra noi ragazzi, significa parlare solo di calcio. Lo spazio di informazione che occupa questa disciplina sportiva è, a dir poco smisurato, e forse, a causa dei media, si è perso o non si conosce più il vero significato della parola “sport” da sempre intesa come sinonimo di divertimento e salute qualunque disciplina esso esprima.
Essere calciatore non significa giocare o indossare la maglia di un prestigioso club ma, puntare ad ingaggi da capogiro o farsi immortalare con la velina o letterina di turno in una delle località vacanziere più prestigiose del mondo. Tutto ciò è, a mio parere, vergognoso! L’impegno profuso è finalizzato solamente al conseguimento di uno status socio-economico e non sempre il motore è il talento, la capacità e l’impegno ma, sotto la pressione di un miraggio economico, non sempre lecito e trasparente, si perde il senso di uno sport che nobilita i ragazzi e non li induce nella confusione che porta a distinguere due diversi obbiettivi: lo sport inteso come espressione di talento e stile di vita, l’altro, di gran lunga più ambito, del quale si parla fino alla nausea, imperniato su logiche di ricchezza e facile successi.