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Parlare di sport
al giorno d’oggi, tra noi ragazzi, significa parlare solo
di calcio. Lo spazio di informazione che occupa questa disciplina
sportiva è, a dir poco smisurato, e forse, a causa dei
media, si è perso o non si conosce più il vero significato
della parola “sport” da sempre intesa come sinonimo
di divertimento e salute qualunque disciplina esso esprima.
Essere calciatore non significa giocare o indossare la maglia
di un prestigioso club ma, puntare ad ingaggi da capogiro o farsi
immortalare con la velina o letterina di turno in una delle località
vacanziere più prestigiose del mondo. Tutto ciò
è, a mio parere, vergognoso! L’impegno profuso è
finalizzato solamente al conseguimento di uno status socio-economico
e non sempre il motore è il talento, la capacità
e l’impegno ma, sotto la pressione di un miraggio economico,
non sempre lecito e trasparente, si perde il senso di uno sport
che nobilita i ragazzi e non li induce nella confusione che porta
a distinguere due diversi obbiettivi: lo sport inteso come espressione
di talento e stile di vita, l’altro, di gran lunga più
ambito, del quale si parla fino alla nausea, imperniato su logiche
di ricchezza e facile successi.
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