Bill Gates - Atto secondo
.::Luigi Bevilacqua - 2 Agosto 2006::.

Strani avvenimenti stanno scuotendo il mondo degli informatici. Il più ricco - e più odiato - programmatore del mondo, Bill Gates, fondatore e attuale presidente della colossale società Microsoft (sviluppatrice, fra i tanti prodotti, anche del celeberrimo sistema operativo MS Windows), in questi ultimi mesi sta mostrando una parziale apertura verso l'opensource. L'opensource, letteralmente il "codice libero", non è solo un tipo di licenza per software che rende di fatto i programmi gratuiti, ma soprattutto una mentalità sempre più diffusa che vede le applicazioni per computer come opere di scienza e tecnologia, e non come base di un business. Informatica per passione e non per denaro, si potrebbe riassumere, un mondo che da sempre si batte contro il sistema Microsoft, divenuto nel corso degli anni uno spauracchio, un simbolo di ciò che l'informatica non dovrebbe essere.
Proprio in questo ambito il colosso di Redmond, Gates, ha deciso di cambiare atteggiamento, con due piccole ma interessanti - ed inaspettate - iniziative. Innanzitutto la decisione di supportare il formato ODF per la nuova suite Office 2007, abbandonando così la solita linea ostile per i formati non-proprietari Microsoft (cioè non creati per Office) e avviandosi verso una maggiore integrazione con programmi gratuiti come l'ottimo OpenOffice. Altra decisione importante di Bill Gates & staff, che risale al 21 luglio è questa: la Microsoft ha dichiarato di voler adottare una politica più aperta alla competitività, definendo un vero e proprio "codice regolamentare" per l'azienda, denominato Windows Principles (visualizzabile in inglese all'indirizzo http://www.microsoft.com/presspass/newsroom/winxp/WindowsPrinciples.mspx). Articolato in tre sezioni e dodici articoli totali, questo elenco di "principi guida" definisce un nuovo ideale di sviluppo Microsoft Windows sul mercato, quale sistema non più ermetico ma aperto ad utenti, sviluppatori e altri centri di produzione software. Forte della propria posizione dominante nel campo dell'informatica "front-end", cioè legata all'utente medio, la Microsoft ha finora imposto i propri software, come Internet Explorer, come parti pre-installate nel sistema operativo Windows, senza lasciare possibilità di scelta, guadagnandosi così anche diverse denunce da parte dell'Antitrust come la più recente e clamorosa condanna europea del 13 luglio 2006 che condanna la Microsoft a pagare ben 280 milioni di euro. Sarà stato questo salasso a smuovere il vecchio Bill? Probabilmente si, ma i risultati ci piacciono lo stesso: un nuovo supporto alla programmazione in ambiente Microsoft, la pubblicazione di varie APIs (parti integranti del sistema operativo) e nuove possibilità opzionali per i produttori di pc.
Cosa succede a Gates? É un cambiamento che colpisce piacevolmente, e si nota anche in altre iniziative del fondatore della Microsoft: le recenti donazioni di svariati milioni di dollari per intenti umanitari (ad esempio sempre il 21 luglio ha devoluto 290 milioni di dollari per la ricerca di un vaccino contro l'AIDS) e la decisione di dedicarsi totalmente alla filantropia a partire dal 2008 con la sua associazione di beneficenza "Bill and Melinda Gates Foundation", per lavorare nella Microsoft solo part-time.