Nascita di Internet
Nell’ottobre 1969, un govane programmatore di nome Charley Kline inviò una semplice stringa di testo, la parola “login”, da Los Angeles a Stanford, 300 miglia più a nord. Era nato l’ARPANET, ovvero un sistema di protocolli informatici che si sarebbe poi evoluto fino ad essere nominato Internet.
Attraverso innumerevoli collaborazioni, negli anni successivi furono sviluppate le varie reti e i sistemi che si usano ormai abitualmente, quali il World Wide Web (il noto WWW dei siti), le emails, i sistemi di chat e blogging. Inizialmente Internet viene considerata una rete estremamente preziosa per la ricerca, e si compone esclusivamente di università, ma con la nascita dei primi browser testuali e grafici, dei providers e dei personal computer si estende a tutto il mondo: basti pensare che già nel 1996 le persone connesse fra loro nel mondo erano 46 milioni.
Situazione attuale internazionale
Da sempre, la possibilità di comunicazione porta allo scambio reciproco di idee, culture, notizie. Il risultato di questa tendenza fu subito lampante anche su Internet: nacquero le newsgroup (gruppi di informazione e discussione, inizialmente diffusi solo in America), i giornali online (come ControMano) e i blogs (diari virtuali che soprattutto negli ultimi cinque anni sono stati oggetto di uno sviluppo esponenziale). Ma l’enorme libertà di cui godono gli internauti venne vista come fonte di preoccupazione e pericolo da parte degli stati autoritaristici, che subito iniziarono la censura del Web. Paesi come Cina, Bielorussia, Cuba, Iran, Libia, Maldive, Nepal, Corea del Nord, Marocco, Arabia Saudita, Siria,Tunisia,Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam, da sempre contro ogni forma di stampa in quanto possibile mezzo polemico contro il regime, da anni controllano Internet, arrivando ad arrestare, dal 2003, i cosiddetti “cyberdissidenti”, cioè coloro che hanno parlato in modo negativo del governo sui loro blogs o giornali.
Il lato peggiore di questa situazione è questo: i suddetti paesi non hanno le possibilità informatiche per controllare miliardi di emails (anch’esse sotto l’occhio vigile dei dittatori) e milioni di siti web, pertanto si appoggiano alle grandi firme occidentali: la Cisco System, la Secure Computing, Yahoo, Microsoft, e persino Google sono mezzi (profumatamente pagati) della censura. Quasi tutte le aziende coinvolte sono americane, ovvero vengono dallo stato che nel primo emendamento della costituzione stabilisce la libertà di stampa.
Esiste anche un documento ONU del 6 luglio 2006 che opera in tal senso: potete visualizzarlo cliccando qui. Piccola nota: fra le società citate in quanto contro la libertà di stampa online, è presente anche la Telecom.
Internet all’italiana
Purtroppo la situazione di censura su Internet è critica anche nei paesi europei, compresa l’Italia. Pochi mesi fa, infatti, il primo caso che fece scalpore: l’oscurazione (con divieto di accesso) di svariati casino online, accusati di evadere le tasse. La motivazione era corretta, il reato c’era, ma ha posto nuove domande: chi decide quali siti Internet chiudere? Quanti ne sono stati chiusi finora? Esiste una lista ufficiale di siti Internet filtrati in Italia? Le risposte, in ordine, sono: non si sa chi decide di chiudere un sito web. Le istituzioni rimbalzano la responsabilità fra Esercito della Difesa, magistratura, Polizia Postale e Servizi Segreti; non si sa quanti siti sono stati censurati finora, e non esiste una lista. In concreto, esiste il pericolo di scoprire il proprio dominio “irraggiungibile per motivi tecnici” (questa la frase utilizzata dallo Stato), senza avviso. Ma ciò che più preoccupa è che uno dei siti di maggior conoscenza censurato non era illegale: il tema era le Brigate Rosse. Attenzione: non era un sito “delle” BR, ma “sulle”. Pura documentazione storica, e con tono negativo, inoltre. Censurato.
Conclusioni
Internet, definito negli anni la Grande Rete, sta diventando sempre più un mero strumento nelle mani degli stati e delle aziende che ne fanno un mezzo economico. I servizi email, rivoluzione comunicativa, ormai sono sinonimo di spam, posta indesiderata e a scopo commerciale. I siti web sono filtrati opportunamente, e i siti di informazione disinteressata e incensurata stanno scomparendo.
La linfa vitale di Internet, la libertà, sta finendo.