Opensource for president
.::Luigi Bevilacqua - 2 Agosto 2006::.

L'economia italiana in questi giorni accusa in particolare un inarginabile deficit pubblico. Allora perchè non risparmiare sul software per gli enti pubblici usando programmi con licenza opensource, quindi interamente gratuita? Questa domanda circola nell'ambiente informatico già da diverso tempo, e in questi giorni (precisamente il 20 luglio) l'Hackaserta, Associazione Sociale tesa a favorire lo sviluppo del software libero, ha deciso di inviare una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell'Economia, al Ministro per le riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione e a tutti i dirigenti della Pubblica Amministrazione. Scopo della missiva, che si può leggere all'indirizzo http://81100.eu.org/petizione/ , è informare lo Stato italiano delle potenzialità del software sotto licenza opensource, quindi gratuito, valida alternativa agli attuali costosi strumenti Microsoft. Il risparmio è di certo notevole: solo la pubblica amministrazione di Milano investe ogni anno 300 mila euro in programmi, spesa che può essere ridotta, se non eliminata, dall'uso di programmi creati da sviluppatori senza scopo di lucro come OpenOffice, sempre più conosciuto.
A favore di questa situazione un precedente importante: il 20 luglio 2006 l'Umbria ha approvato una legge regionale che impone alle pubbliche amministrazioni l'impiego di software a costo zero, sia nelle documentazioni destinate al cittadino sia nel trattamento dei dati della privacy.
Ma la vita dell'opensource, ed in particolare di OpenOffice, non è di certo tutta in discesa: recente la condanna del Ministero della Difesa francese, che definisce la suite gratuita meno sicura di Office, sconsigliandone l'utilizzo nelle pubbliche amministrazioni francesi (il testo del risultato delle indagini francesi si può trovare, schematizzato in francese, all'indirizzo http://actes.sstic.org/SSTIC06/Rump_sessions/SSTIC06-rump-Filiol-Risque_viral_sous_OpenOffice.pdf). Da ricordare, però, in tal senso, la profonda differenza di fondo fra un software opensource quale OpenOffice e un prodotto closedsource come Microsoft Office: la forza del primo sta nel poter essere migliorato e reso maggiormente sicuro da ogni utente, in rapporto di gratuita condivisione e sviluppo con l'intera comunità, che viene invece esclusa dal sistema Microsoft.