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Il Peer to Peer
(P2P) è uno dei fenomeni informatici più diffusi
nel mondo di Internet.
Questa sigla indica una serie di protocolli, reti e programmi
destinati allo scambio di dati fra utenti, definiti peers, ed
è fonte di grandi polemiche, in particolare in questi giorni.
Il P2P, al contrario di quanto si pensi, non è illegale.
E' nato come strumento di condivisione di file di lavoro fra colleghi
e collaboratori, ma con l'ormai quasi completa informatizzazione
delle case con l'arrivo del PC, è divenuto una pratica
tanto diffusa da far segnare, pochi giorni fa, il record di 10
milioni di peers connessi da tutto il mondo.
Ma qual è il rapporto fra file sharing - condivisione di
file e leggi statali? Purtroppo la legislazione italiana non ha
ancora stabilito delle regole ferree in tal senso. Al momento,
comunque, l'utilizzo di programmi per il P2P non è perseguibile
per legge; per la sostanziale differenza fra utilizzo di programmi
P2P e tipi di file condivisi sono i file protetti da copyright
ad essere definiti "pirati", e non i
programmi. Pertanto, l'interesse dello Stato è rappresentato
in particolare dalla SIAE, organo di controllo del rispetto dei
diritti d'autore, cosa che ha portato, poco tempo fa, all'arresto
di trenta informatici che mettevano a disposizione grandi quantità
di file tramite la creazione di un server, computer creato per
la connettività.
In Francia, è stata presa una decisione contro tendenza,
considerata la recente notizia della legalizzazione dello scambio
di file protetti da copyright, anche se solo per uso personale.
Proprio per questa ragione, un utente è stato scagionato
dall'accusa di pirateria perché non colpevole, non avendo
tratto profitto dall'operazione. Diventa così possibile
visionare l'ultimo film in uscita al cinema o ascoltare un buon
cd rispettando le leggi. Ma se non è illegale, perché
in Italia la società Libero impedisce l'utilizzo di questa
tecnologia tramite filtri nella connessione (cosa non prevista
dal contratto con l'utente)? Al Garante Italiano delle Comunicazioni
l'ultima parola.
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