Telefonini - Tra innovazioni e truffe
.::Luigi Bevilacqua - 6 Luglio 2006::.

I cellulari ormai hanno raggiunto un grado di diffusione incredibile: le ultime statistiche di Federcomin e Niche Consulting riportano che il 79% di famiglie ne possiede almeno uno, il 46% due, il 17% addirittura tre terminali. Ma stanno anche perdendo la propria funzione primaria: essere dei telefoni portatili. Come il celebre paradosso della compagnia di telecomunicazioni Tre, che ha portato dall'inizio del 2004 all'attivazione in Italia delle reti 3g: i videofonini erano splendidi, con un grado di interattività inedito. Ma purtroppo il grado di disponibilità di rete 3g era quasi nullo, ed era impossibile chiamare nei primi tempi.

Questa situazione, anche se datata e ormai - fortunatamente - risolta, è rintracciabile anche oggi in diverse tecnologie: il lancio al grande pubblico avviene prima della reale disponibilità delle risorse. Tutto questo finalizzato al guadagno economico dei provider telefonici - le aziende fornitrici dei servizi, come Tim, Vodafone, Wind e Tre - a scapito dell'utente.

Allora spazio ai TV-fonini, improbabili televisori ultraportatili. Reale copertura del servizio attuale? Monza, Milano, Pavia, Torino, Roma. Solo le grandi città, insomma, e neppure per intero.

Ormai, in ogni caso, un cittadino medio si porta appresso un vero e proprio computer tascabile, del valore di almeno un centinaio di euro, con supporto a musica, video e qualsiasi tipo di programma, caratteristica che sta rendendo a poco a poco il telefonino universale, rendendolo, a seconda dei casi e dei modelli, navigatore satellitare o telecomando infrarossi. I lati negativi? Beh, ad esempio, non bisogna meravigliarsi dei virus, trasferiti dai "vecchi" PC alle piattaforme nuove. Ma questo, ovviamente, è ben dissimulato dai grandi provider, che sfornano spot televisivi giornalmente, sorpassando spesso i limiti della veridicità: l'Agcm, ovvero l'Antitrust italiana, ha tassato la Tim 6 volte, la Vodafone 4, la Wind 3 e la Tre in 5 occasioni per pubblicità ingannevole. E questo solo nel 2006.

Ma nel frattempo il mercato dei telefonini continua ad espandersi: recente la notizia dell'alleanza fra i due colossi mondiali Nokia e Siemens, che dal 19 giugno sono diventati - perlomeno a livello economico - la Nokia Siemens Networks. Il prezzo da pagare? Una riduzione del personaleattualmente ipotizzata tra il 10 e il 15% (in pratica da seimila a novemila) dei dipendenti, fra poco a spasso.