Juve-Liverpool: Per non dimenticare
.::Anthony Masserey- 16 Aprile 2005::.

Vent’anni dopo, eccole lì ancora una volta. Una di fronte all’altra, Juventus e Liverpool. Vent’anni dopo quell’insulsa tragedia che macchiò lo stadio Heysel di Bruxelles col sangue di trentanove tifosi che si trovavano lì semplicemente per godersi una partita di calcio. Trentanove morti e centinaia di feriti. Questo il bilancio della più brutta finale di Coppa dei Campioni che la storia ricordi. E la vittoria che diede il trofeo alla Juve è senz’altro la più amara per la società e per gli appassionati. Tutto questo per colpa della follia e dell’inciviltà di alcune persone che hanno il coraggio di definirsi tifosi e che, spinti da nessun motivo, hanno trasformato uno stadio in una carneficina. La sorte ha voluto che vent’anni dopo quello scempio, Juve e Liverpool si rincontrassero, ma questa volta per una partita vera. Eppure è inevitabile. Al nome di queste due squadre si pensa sempre alla tragica notte del 29 maggio 1985. Non si può dimenticare un fatto del genere, soprattutto per i risvolti che esso ha provocato negli anni a seguire. La violenza degli stadi non è una questione che si è fermata vent’anni fa, ma è cronaca dei nostri giorni. Specialmente in Italia, dove episodi di scelleratezza che sconvolgono manifestazioni sportive sono frequenti e contro i quali non ci sono limiti precisi. In quest ultimo periodo ci sono stati già due episodi scandalosi, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, i disordini durante la trentesima giornata di campionato e il derby di ritorno di Champions League tra Milan e Inter. Un pessimo biglietto da visita per un’Italia che ha da poco presentato la candidatura per ospitare gli Europei del 2012. Addirittura il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha parlato della possibilità di chiudere gli stadi più a rischio in modo da scuotere un po’ un sistema che fino ad oggi non si è preoccupato più di tanto delle punizioni per chi mostra comportamenti scorretti. È un problema di cultura come sempre, e non è necessario dire che in altri Paesi le cose vanno diversamente, dopo averlo ribadito già più di una volta. Dobbiamo crescere, non c’è nulla da fare. E sperare che Juve-Liverpool ci faccia riflettere e ci aiuti a non dimenticare le vergogne che toccano lo sport.

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