Interviste: Lalli
.::Davide Cusseddu, Anthony Masserey, Mario Franchi, Andrea Gessa- 18 Febbraio 2005::.

Lalli è una delle migliori voci femminili italiane. Oltre alla musica, prima sua passione, ultimamente si è proiettata anche nel mondo cinematografico, nel film “Nemmeno il destino”, di recente uscita. Noi di Contromano siamo riusciti a porle alcune domande su musica e cinema, alle quali ha risposto molto gentilmente. Ecco il risultato…

ControMano: Ci sono state cantanti che ti hanno ispirato particolarmente?
Lalli: Ho sempre ascoltato tanti generi, tante voci. Da ragazzina ascoltavo Mia Martini, ma ho ascoltato molto anche cantanti non italiane come Patty Smith e Tracy Chapman. Ne ho ascoltato molte, e spesso, mi sono innamorata di certe cantanti.

CM: Come è nata la collaborazione con i Kenze Neke?
Lalli: Agli inizi con Stefano Giaccone avevamo un gruppo, i Franti, in cui il discorso era legato principalmente all’autoproduzione e all’autogestione. Non suonavamo punk, ma rientravamo in quel movimento, in quanto avevamo molte affinità con loro. I Kenze Neke li abbiamo conosciuti proprio in quell’ambito. Ne è nata una amicizia e una collaborazione, appunto.

CM: Continua ancora la tua collaborazione con i circoli anarchici e con i centri sociali?
Lalli: Devo dire che rimane una possibilità, anche se musicalmente mi sento un po’ distante da queste realtà. Dal mio punto di vista è cambiato qualcosa, è cambiato l’atteggiamento ideologico.
L’autoproduzione era legata ad una comunità di persone che oggi non esiste più come prima.

CM: Come hai vissuto la tua esperienza cinematografica da attrice protagonista nel film “Nemmeno il destino”?
Lalli: È stata una esperienza bellissima. Non mi sarei mai aspettata di fare l’attrice. È stata una fortuna per me. È bello, tutti ti coccolano e ti curano, sono entrata in un ambiente molto affettuoso. Il regista era molto sensibile. È stato un lavoro abbastanza faticoso fisicamente, ma molto interessante.
La sceneggiatura è tratta dall’omonimo romanzo di Gianfranco Bettin. Mi sono innamorata subito del copione…

CM: Nel film interpreti la parte di una madre che vive un rapporto conflittuale con il figlio. Hai incontrato difficoltà in questi panni?
Lalli: Si, ho incontrato alcune difficoltà, non ho mai fatto l’attrice. Nel film ci sarà Adele, non Lalli. Non è stato facile concepire il personaggio. È una situazione abbastanza estrema e purtroppo molto comune: situazioni del genere sono molto più normali di quelle che ci vorrebbero far credere. È un rapporto conflittuale, anche se alla base c’è molto amore. Adele è una ragazza madre che alla fine non regge più la situazione difficile col figlio e sembra quasi che si invertano i ruoli, è in qualche modo il figlio che va a recuperare sua madre.

CM: Pensi di proseguire la carriera cinematografica?
Lalli: Non so, non credo. È una domanda che ancora non mi sono posta. Ovviamente ci penserei su se me lo chiedessero. Mi piacerebbe continuare, ma questa è solo una aspirazione. Non me lo pongo come obiettivo. Per il momento, la musica è la mia vita.