Leggende Metropolitane: Un manzo di nome Assassino
.::Matteo Pisciottu - 18 Marzo 2005::.

Anno 1854, nel cuore della Barbagia, quando ancora la Sardegna era una landa di mandriani e agricoltori, due fratelli,Gianni e Andrea Cogoni di Oliena, erano semplici allevatori di bestiame e fino ad allora avevano sempre diviso tutto. Un giorno però i due ebbero una accesa discussione per uno splendido esemplare di manzo tra i più belli che, a memoria d’uomo, siano mai vissuti. Bastò poco tempo perché il diverbio diventasse una accesa collutazione; aspra si fece la lotta, e i due fratelli non si risparmiarono i colpi proibiti. Fino a che Gianni, in un eccesso d’ira, non tirò fuori il suo coltello con il manico in corno di cervo e lo piantò nel cuore di Andrea, che morì dopo pochi secondi. Gianni, sconvolto, entrò in casa, prese i ferri e marchiò il manzo con la scritta “Assassino” e si suicidò con il suo fucile. Del manzo conteso si sa che, per il rumore della fucilata, scappò via. Dopo un secolo e mezzo circa c’è gente che racconta di un enorme bovino quasi irriconoscibile, perché quasi completamente decomposto, con due grandi occhi gialli e stanchi. È stato visto correre nelle campagne di Oliena, e correre con tutte le forze che aveva. Chi lo ha visto racconta di un enorme manzo putrefatto che su un fianco, come se fosse una ferita aperta da poco, ancora grondante di sangue, aveva una scritta nella quale molti lessero il nome di Assassino…