Escalation di un cane martoriato
La sera volge al termine: a casa sgranocchio del pane carasau salato con voracità; nel laboratorio mio padre dipinge o legge, non ricordo bene.
Nel frattanto sul “piatto” ho messo un LP dei Pink Floyd. Ho staccato il telefono, perché oggi è una giornata speciale.
Marzo azzarda giornate miti, e mia madre canta qualche sconcertante tormentone estivo di altri tempi.
Penso ad Ilenia, una ragazza che mi piace molto. Abita vicino a casa e mi batte il cuore ogni volta che la vedo. Ora sono nervoso, i miei denti affondano sulle unghie, poi sulla pelle. Ma non dovrei, sono un chitarrista e devo lasciare stare i calli. La mia chitarra non ha un nome, e sinceramente non credo che il nome Ilenia sia la soluzione migliore.
Ieri ho suonato con Mario nella mia veranda: è stato fantastico…
Poi sono uscito in giro con amici scapestrati e pazzi quanto me.
Sono più di 300 metri, una massa uniforme che si muove avanti e indietro. In fondo è questo che si fa il sabato il sabato sera dalle ore 18 alle ore 21. Poi alcuni a casa, altri in pizzeria, e gli ultimi eroi si ubriacano al bar.
Ma oggi è domenica, non si può speculare su questo giorno, empio di triste allegria.
Il sole penetra nel mio cuore, nella mia testa. Tutto è fermo, silenzio. Né un cane che latra, né un uccellino, per il momento. Ore 10, i rintocchi delle campane echeggiano per la città, rompendo quella continuità. La città si anima!!
Il bar sulla spiaggia apre i battenti, o forse è solo il vento.
Frequentato da vecchi giocatori di biliardo, resta un luogo quasi sacro.
I ragazzini si radunano intorno ai tavoli per capire qualche trucco, o comunque per ascoltare storie di vita. Il mare è piatto, ma scorgo le prime avvisaglie di una giornata movimentata. Le mie giornate invece sono un po’ spente, a parte le uscite, ho cercato di recuperare l’amicizia con la mia ex.
Chiara mi dimentica, non mi parla. I contatti che abbiamo sono virtuali perché avvengono tramite il telefonino, che ora per fortuna giace inerme.
Poter pensare di annientare il nostro ricordo è assoluta follia. Molti mi accusano di amarla: rispondo che è vero, ma questo ardere di passione va spegnendosi piano.
Io amo Ilenia.
Ho 30 anni, ed il mio stile di vita è così trasandato che ho frequenti contrasti con mio padre.
Mi piace leggere: Fromm, Neruda, Marquez, Jimenez. E l’indimenticabile Che Guevara, che mi piace paragonarlo alla Primavera, all’autunno intriso di colore.
Marzo stranamente mi rilassa, penso alla scuola: sono un professore di storia e filosofia. La mia classe lavora bene, mi piacciono gli alunni impegnati e vivaci. Sono fiero di loro.
Suonano alla porta, ma è solo un bambino dispettoso. Questo provocazione mi fa ricordare le nostre trasgressioni adolescenziali: sassaiole, fiondate a vetri e auto.
Accidenti! Oggi questi bambini non fanno più niente, non c’è casino, non sento vivacità per la strada. Niente più furbate.
Guardo il mare, le onde s’infrangono sugli scogli, interrompendo il ricordo.
Ilenia è in spiaggia. Che faccio? Vado a conoscerla?
Forse non è il momento. Diciamo che sono pigro. Basta, vado a conoscerla.
Il tragitto dalla mia casa è breve, neanche il tempo di pensare come…è qua davanti. La fisso e lei risponde al mio sguardo. Poi fugge, perché i genitori vanno a pranzare.
“Ci vediamo dopo” mi dice . Rimango tramortito per terra: ma quanto è lungo questo dopo? E dove?
Quando mi risveglio, il sole è oscurato dalle nuvole. La nebbia colma i vuoti della mai mente, Ilenia non torna. Provo una strana situazione, il mio corpo trema per il freddo ma voglio restare, fra poco il sole tramonterà.
Sono martoriato dalla lentezza della vita. Il vento scombussola i miei capelli, ma sento dei passi in lontananza, non voglio vedere né sapere chi sia, aspetto solo che il sole mi saluti.
“Ehi! Allora mi hai aspettato.
Mi alzo di scatto, è Ilenia.
“Certo, come non farlo di fronte ad una dolcezza di un mondo incantato quale sei…spero di aver fatto colpo; non ricordo più quello che ho detto.
Lei arrossisce, mi guarda intensamente e decidiamo di fare una passeggiata. La sabbia è stanca, speriamo abbia la voglia di sorreggere due giovani innamorati.
Il sole tramonta. Inizia il walzer dei colori: la natura saluta conclude questa giornata offrendo all’umanità un altro spettacolo.
Seduti su uno scoglio ci abbracciamo, niente di più. Non voglio esagerare, unire le nostre anime è già tanto per me.
La notte striscia silenziosa; il buio quasi ci rassicura. Un bacio sulla guancia, mi riempie il cuore di gioia. La riaccompagno a casa, è un saluto passionale, arrossiamo entrambi e ridiamo come due scemi. Siamo pazzi, ce ne siamo già resi conto.
Il mattino seguente mi sveglio di soprassalto, è tardi. |