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Sono un cane di quattro anni; quando il mio padrone mi prese da un canile avevo solo due mesi. Mi chiamò Fido; che bella vita! pensavo… . Ogni giorno bastava che gironzolassi per poco attorno al mio padrone e ricevevo coccole e cibo. Avevo anche una casetta tutta mia, sopra la quale c’era scritto il mio nome.
Un mese fa il mio padrone portò a casa un altro cagnolino, piccolissimo. Si chiamava Lallo e mi stavo affezionando a lui, era molto simpatico.
Due giorni dopo l’arrivo di Lallo partimmo per le vacanze, come ogni anno, ma ad un certo punto del viaggio la macchina si fermò, il mio padrone mi afferrò e mi diede vari colpi sulla nuca, io scappai e lui risalì in macchina e se ne andò con Lallo.
Restai tre giorni a girovagare, quando un uomo con il camice bianco mi portò in uno strano luogo, pieno di animali in gabbia e tante siringhe e strane sostanze sui tavoli e per terra. Finii in una gabbia vicino ad un gatto ed una foca. Mi accorsi subito che stavano molto male, come d'altronde tutti gli animali di quella stanza. Pensai che era un ospedale, ma dopo mi accorsi, a mie spese, che mi sbagliavo: gli uomini in bianco facevano esperimenti su di me e sugli altri, mi spruzzavano addosso profumi, mi iniettavano liquidi nel corpo, e pian piano mi accorsi che stavo veramente male.
Quando stavo per morire fui mandato con un camion in un altro laboratorio, dove succedevano cose ancor più gravi. Gli animali dal pelo pregiato, come le volpi, alcuni cuccioli di foca e animali simili agli scoiattoli venivano mandati in una stanza da dove provenivano urla incredibili, e dalla stanza non uscivano gli animali, ma solo le loro pellicce…
Io invece venni curato insieme ad altri cani, e quando cominciavo a pensare che gli uomini non erano poi così cattivi, cominciarono di nuovo a maltrattarmi.
Arrivarono a farmi diventare cattivo e a farmi lottare contro altri cani. Vinsi alcuni incontri, ma un giorno morsicai al volto il mio padrone che mi picchiava. Ora molte persone ce l’hanno con me e domani mi sopprimeranno.
Io non so perché le persone sono sempre state cattive con me; forse sono sempre arrabbiati e si sfogano sugli animali, o forse provano piacere nel maltrattarmi.
Forse tutti l’hanno fatto per quella cosa che voi chiamate “denaro”.
Mi è capitato molte volte di sentir parlare gli uomini di uguaglianza: siamo tutti uguali, dite…
Io pensavo di essere uno di voi, di essere uguale a voi, invece sono sempre stato maltrattato nella vita, senza un motivo. Adesso, però, il cattivo sono diventato io, e domani verrò ucciso. Non mi concederanno neanche il processo, riservandomi così l’ultima ingiustizia.
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