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I levrieri sono gli atleti della razza canina, sfruttati nei cinodromi per attirare scommettitori.
Iniziano il loro addestramento verso i sei mesi e smettono di correre all'età di sette anni, il loro compito è quello di correre dietro un finto coniglio e di afferrarlo nel minor tempo possibile.
I levrieri vengono stremati da allenamenti continui che spesso portano alla frattura degli arti e a collassi..
Ma dove finiscono i cani, utilizzati da spagnoli e inglesi che non possono più correre?
La domanda è retorica. Difficilmente vengono adottati o lasciati a terminare la propria vita in un canile e la loro fine non è delle migliori. A carriera finita i cani in questione vengono… crudelmente uccisi, bruciati o abbandonati in un laboratorio di vivisezione perché non più adatti alla competizione. In Irlanda per esempio muoiono ogni anno circa venticinque mila cuccioli perché non raggiungono gli standard per correre nei cinodromi.
Questo sembra non sorprendere nessuno, come è avvenuto quando sul Times è stata pubblicata la notizia che in Galles un uomo avrebbe bruciato nel suo giardino circa 10.000 levrieri.
Più o meno lo stesso destino dei cavalli da corsa che però, al contrario dei cani, finiscono sulle nostre tavole. Attualmente, in Gran Bretagna, non esiste una legge che vieti espressamente le azioni già da anni compiute. Difficilmente importa di un levriero che ha passato la sua vita tra gabbie e piste. Per l’Inghilterra è però arrivato il momento di rispondere in Parlamento di quanto sta accadendo e magari, come è avvenuto anche per la caccia alla volpe, cambierà il destino dei levrieri.
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