Over The Mirror
.::annaSanna - 4 Febbraio 2005::.

-Perchè questa chiamata padrone?- L'oscurità del sotterraneo era quasi totale, salvo che per l'unica luce proveniente dalla piatta massa gelatinosa che fluttuava a mezz'aria. Znesko vi si stagliava dinanzi, bardato nel suo solito mantello nero, e osservava incupito la massa acquosa attraverso il calice che reggeva in mano. Dopo un silenzio che sembrò interminabile rispose senza voltarsi.
-Da quanto tempo osserviamo quelli dall'altra parte, Cloto? Mille? Duemila anni? Li abbiamo visti invadere i loro territori, soffocare in ogni modo la loro sete di conoscenza, usare il loro ingegno per creare cose che ci appaiono strepitose... ma non ho mai visto niente di simile.- Cloto si avvicinò e osservò attentamente il profilo aquilino dell'uomo profondamente teso.
-Cos'è accaduto di così eccezionale da sconvolgerti tanto? Quelli dall'altra parte ci hanno abituati ad ogni sorta di guerre, oppressioni, nonchè ad un notevole ingegno...-
-Beh, questa volta non so proprio in quale categoria inserire la loro azione. Di una sola cosa sono certo: la scelta dei nostri predecessori e la nostra di non rivelare a nessuno l'esistenza di questa finestra sull'altro mondo è stata la più saggia. Il nostro popolo avrebbe reagito in maniera negativa e probabilmente il loro assurdo modo di vivere avrebbe coinvolto anche noi.- Cloto capì che con "modo di vivere" Znesko intendeva qualcosa che includeva un pensiero molto più vasto che andava oltre quelle semplici parole.
-Probabilmente il tuo popolo avrebbe reagito in modo diverso, avete una concezione differente del potere...- Znesko scoppiò a ridere.
-Andiamo strega, non andare oltre con i tuoi ragionamenti! Sai perfettamente che se non avessimo avuto i nostri poteri psichici la nostra evoluzione sarebbe stata simile alla loro. Sono uomini come lo siamo anche noi, solo un po' diversi. La nostra Darseg è differente dal loro mondo, nonchè infinitamente più piccola. Inoltre, probabilmente è la mancanza di poteri che non li fa vivere a lungo: non arrivano ai cento anni, salvo rare eccezioni, mentre noi superiamo i cinquecento.- Cloto lo guardò un po 'annoiata.
-Sono cose che conosco alla perfezione, parli come se ci fosse qualcuno all'ascolto!-
-Chissà.- Znesko socchiuse le palpebre e increspò le labbra in un ghigno. -Potrebbe essere così.-
-Va bene, va bene... Ora vuoi finalmente dirmi perchè mi hai chiamata?-
-E presto detto. Guarda questa immagine.- Così dicendo impose le mani sulla massa gelatinosa e comparve la visione di una lunga tavolata a cui sedevano circa una ventina di persone che discutevano animatamente. Cloto osservà con sopresa l'immagine voltandosi di scatto verso Znesko.
-C'è qualcosa che non va! A quel tavolo siedono alcuni dei capi di stato di quel mondo e non solo gli "otto grandi", come loro li definiscono. Alcuni sono addirittura in guerra, mentre ora siedono tranquillamente l'uno accanto all'altro.- Znesko svuotò in un colpo solo il calice che teneva fra le mani e guardò la strega dritta negli occhi.
-E' da un paio d'ore che li osservo e li ascolto. In principio non ho capito cosa stessero dicendo esattamente, sembrava uno dei loro tanti consigli, forse più importante visto il numero dei partecipanti. Poi hanno iniziato a parlare di patti segreti per quella che chiamano economia. Per loro è un'ossessione! Quando sei arrivata tu stavano discutendo della costruzione di alcuni impianti... come dicono... industriali, ecco.- Cloto scosse il capo perplessa.
-Continuo a non capire. Perchè accordarsi segretamente?-
-Perchè questi impianti non ripsettano le norme ambientali stabilite dalla commissione internazionale, o come diamine si chiama. Ci sono altre decisioni in corso, ma quella che più preme la nostra isola è questa. Anche se ci troviamo in una dimensione diversa, siamo molto vicini al loro mondo e l'inquinamento potrebbe coinvolgerci.-
-Non è possibile! Se questo accadesse l'intera Darseg ne morirebbe. Tutti noi viviamo solo grazie alla natura e al suo equilibrio!- Znesko voltò le spalle alla massa acquosa e fece svanire il calice.
-Se veramente quelli sconsiderati dovessero rovinare il nostro equilibrio, anche solo tentare di farlo, allora dovremo intervenire e la cosa non sarà affatto piacevole. Per loro intendo.- Un lampo maligno illuminò il suo sguardo e Cloto sorrise: finalmente ci sarebbe stato da divertirsi!
-Ora va', Cloto. Arkon potrebbe scendere da un momento all'altro, sarebbe difficile piegare la tua presenza qui.- Cloto esplose in una sonora risata.
-Oh, certo, una delle tre sorelle in questo palazzo con il migliore amico del governatore Arkon: sarebbe veramente imbarazzante!- Znesko non rispose, si limitò a guardarla ironicamente mentre lei si allontanava. La strega, però, si fermò prima che potesse uscire, voltandosi nuovamente verso di lui.
-E quella stupida guerra? E' ancora in corso?-
-Quale della tante? Quella combattuta nel deserto?-
-Proprio quella.- Znesko scosse le spalle annoiato.
-Teoricamente no, ma in pratica si. Una guerra per del liquido nero: quelli dall'altra parte non finiranno mai di stupirmi.-
-Suvvia Znesko, ti sorprendi ancora? E' soltanto un'altra prova della loro brama di potere celata da buone intenzioni.- Detto questo Cloto scomparve attraverso la porta, lasciando Znesko ad osservare ancora una volta quelle immagini. Rimase con l'aria assorta per riflettere ancora un po', finchè si riscosse.
-Tanti morti per del liquido nero. Mai vista una cosa tanto stupida. Bah!- E riprese ad osservare il liquido gelatinoso di fronte a se.