-Perchè
questa chiamata padrone?- L'oscurità del sotterraneo era
quasi totale, salvo che per l'unica luce proveniente dalla piatta
massa gelatinosa che fluttuava a mezz'aria. Znesko vi si stagliava
dinanzi, bardato nel suo solito mantello nero, e osservava incupito
la massa acquosa attraverso il calice che reggeva in mano. Dopo
un silenzio che sembrò interminabile rispose senza voltarsi.
-Da quanto tempo osserviamo quelli dall'altra parte, Cloto? Mille?
Duemila anni? Li abbiamo visti invadere i loro territori, soffocare
in ogni modo la loro sete di conoscenza, usare il loro ingegno
per creare cose che ci appaiono strepitose... ma non ho mai visto
niente di simile.- Cloto si avvicinò e osservò attentamente
il profilo aquilino dell'uomo profondamente teso.
-Cos'è accaduto di così eccezionale da sconvolgerti
tanto? Quelli dall'altra parte ci hanno abituati ad ogni sorta
di guerre, oppressioni, nonchè ad un notevole ingegno...-
-Beh, questa volta non so proprio in quale categoria inserire
la loro azione. Di una sola cosa sono certo: la scelta dei nostri
predecessori e la nostra di non rivelare a nessuno l'esistenza
di questa finestra sull'altro mondo è stata la più
saggia. Il nostro popolo avrebbe reagito in maniera negativa e
probabilmente il loro assurdo modo di vivere avrebbe coinvolto
anche noi.- Cloto capì che con "modo di vivere"
Znesko intendeva qualcosa che includeva un pensiero molto più
vasto che andava oltre quelle semplici parole.
-Probabilmente il tuo popolo avrebbe reagito in modo diverso,
avete una concezione differente del potere...- Znesko scoppiò
a ridere.
-Andiamo strega, non andare oltre con i tuoi ragionamenti! Sai
perfettamente che se non avessimo avuto i nostri poteri psichici
la nostra evoluzione sarebbe stata simile alla loro. Sono uomini
come lo siamo anche noi, solo un po' diversi. La nostra Darseg
è differente dal loro mondo, nonchè infinitamente
più piccola. Inoltre, probabilmente è la mancanza
di poteri che non li fa vivere a lungo: non arrivano ai cento
anni, salvo rare eccezioni, mentre noi superiamo i cinquecento.-
Cloto lo guardò un po 'annoiata.
-Sono cose che conosco alla perfezione, parli come se ci fosse
qualcuno all'ascolto!-
-Chissà.- Znesko socchiuse le palpebre e increspò
le labbra in un ghigno. -Potrebbe essere così.-
-Va bene, va bene... Ora vuoi finalmente dirmi perchè mi
hai chiamata?-
-E presto detto. Guarda questa immagine.- Così dicendo
impose le mani sulla massa gelatinosa e comparve la visione di
una lunga tavolata a cui sedevano circa una ventina di persone
che discutevano animatamente. Cloto osservà con sopresa
l'immagine voltandosi di scatto verso Znesko.
-C'è qualcosa che non va! A quel tavolo siedono alcuni
dei capi di stato di quel mondo e non solo gli "otto grandi",
come loro li definiscono. Alcuni sono addirittura in guerra, mentre
ora siedono tranquillamente l'uno accanto all'altro.- Znesko svuotò
in un colpo solo il calice che teneva fra le mani e guardò
la strega dritta negli occhi.
-E' da un paio d'ore che li osservo e li ascolto. In principio
non ho capito cosa stessero dicendo esattamente, sembrava uno
dei loro tanti consigli, forse più importante visto il
numero dei partecipanti. Poi hanno iniziato a parlare di patti
segreti per quella che chiamano economia. Per loro è un'ossessione!
Quando sei arrivata tu stavano discutendo della costruzione di
alcuni impianti... come dicono... industriali, ecco.- Cloto scosse
il capo perplessa.
-Continuo a non capire. Perchè accordarsi segretamente?-
-Perchè questi impianti non ripsettano le norme ambientali
stabilite dalla commissione internazionale, o come diamine si
chiama. Ci sono altre decisioni in corso, ma quella che più
preme la nostra isola è questa. Anche se ci troviamo in
una dimensione diversa, siamo molto vicini al loro mondo e l'inquinamento
potrebbe coinvolgerci.-
-Non è possibile! Se questo accadesse l'intera Darseg ne
morirebbe. Tutti noi viviamo solo grazie alla natura e al suo
equilibrio!- Znesko voltò le spalle alla massa acquosa
e fece svanire il calice.
-Se veramente quelli sconsiderati dovessero rovinare il nostro
equilibrio, anche solo tentare di farlo, allora dovremo intervenire
e la cosa non sarà affatto piacevole. Per loro intendo.-
Un lampo maligno illuminò il suo sguardo e Cloto sorrise:
finalmente ci sarebbe stato da divertirsi!
-Ora va', Cloto. Arkon potrebbe scendere da un momento all'altro,
sarebbe difficile piegare la tua presenza qui.- Cloto esplose
in una sonora risata.
-Oh, certo, una delle tre sorelle in questo palazzo con il migliore
amico del governatore Arkon: sarebbe veramente imbarazzante!-
Znesko non rispose, si limitò a guardarla ironicamente
mentre lei si allontanava. La strega, però, si fermò
prima che potesse uscire, voltandosi nuovamente verso di lui.
-E quella stupida guerra? E' ancora in corso?-
-Quale della tante? Quella combattuta nel deserto?-
-Proprio quella.- Znesko scosse le spalle annoiato.
-Teoricamente no, ma in pratica si. Una guerra per del liquido
nero: quelli dall'altra parte non finiranno mai di stupirmi.-
-Suvvia Znesko, ti sorprendi ancora? E' soltanto un'altra prova
della loro brama di potere celata da buone intenzioni.- Detto
questo Cloto scomparve attraverso la porta, lasciando Znesko ad
osservare ancora una volta quelle immagini. Rimase con l'aria
assorta per riflettere ancora un po', finchè si riscosse.
-Tanti morti per del liquido nero. Mai vista una cosa tanto stupida.
Bah!- E riprese ad osservare il liquido gelatinoso di fronte a
se.
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