Platone E I Puffi
.::Maria Giovanna Peru - 18 Marzo 2005::.

Strano connubio… cosa c’entra Platone coi Puffi? C’entra, c’entra. A riprova del fatto che la filosofia non è speculazione astratta slegata dalla realtà, ma è la realtà stessa, è ciò che ci permette di comprendere la nostra esperienza, è il pensiero critico che spazia su ogni ambito del reale per cercare di migliorarlo, e, prima ancora, di capirlo.
Sì, ma, i piccoli omini blu? Ci si arriva subito. Chiunque conosca almeno un po’ il pensiero politico di Platone sa che l’opera che lo esprime più compiutamente è La Repubblica, ampio disegno quasi “architettonico” della società che Platone ritiene perfetta (si sa che Platone amava la geometria e la matematica, e in qualche modo le applica anche alla costruzione della sua opera politica, che risulta essere un edificio composto di elementi in un equilibrio compiuto ed esatto). Essa esprime la società e la forma di governo che sono, a detta di Platone, aliene da ogni forma di corruzione: a Platone poco importa che essa si incarni in una società realmente esistente, l’importante è mostrare non quello che è, ma la sua faccia morale, quello che dovrebbe essere.
E quello che dovrebbe essere è una forma, diciamo così, di “oligarchia mitigata”, in cui a comandare sono pochi (i filosofi, coloro che sanno vedere la vera realtà, che sanno guardare dietro alle ombre delle cose per scoprirne la vera natura); ma questi pochi comandano perché a questo li conducono le loro inclinazioni, la loro natura più profonda, il dovere morale che essi hanno di mostrare anche agli altri, che non la colgono così facilmente, quella realtà che per loro è chiara. Tutto il resto della società gira perfettamente perché ogni ingranaggio, cioè ogni singolo cittadino di questa singolare repubblica, svolge quel compito che la sua natura lo porta a compiere: c’è chi è nato per essere un guerriero, chi per essere un artigiano, chi un commerciante, chi un atleta. Nessuna differenza tra uomini e donne: la felicità sociale viene raggiunta se ognuno adempie al compito cui è chiamato dalla propria indole, che, fortunatamente, è diversa per ogni uomo e donna.
Bene, tornando ai nostri “piccoli amici blu”: il loro villaggio nella foresta non è forse l’esempio perfetto di un corpo sociale autarchico, che si regge esclusivamente sul fatto che ognuno compie, senza mai uscirne e in perfetta serenità, quel lavoro che le sue inclinazioni lo portano a fare? Nessun pezzo manca alla macchina politica, cosicché la società si regge unicamente su se stessa e sul suo equilibrio interno: puffo cuoco, puffo musicista, puffo poeta, puffo pittore, puffo ingegnere (le arti e le tecniche), puffetta (che incarna il bello, il senso estetico), e soprattutto il Grande puffo, il sapiente, il saggio, colui che governa su tutti perché conosce la vera realtà, quella che più si nasconde, delle cose (non a caso è anche un po’ mago…).
Ma non finisce qui: anche il “comunismo” platonico è rappresentato. Ovviamente, trattandosi di una società oligarchica, non si tratta di una forma di governo, ma della necessità per tutti di condividere tutto con gli altri. Abitazioni, mense, compresi famiglie e figli. Affinché non si generino competizioni e forme di possesso dannose alla macchina politica.
Qualcuno ha mai visto i genitori di Baby puffo? È figlio di tutto il villaggio, nel senso che tutti si occupano di lui come se fosse loro figlio. Nelle loro casette-fungo (da piccola non volevo mangiare i funghi, pensavo ci fossero i puffi dentro; da grande proverei una perfida e gargamellica soddisfazione a mangiare tanta perfezione) i puffi tornano solo a dormire: mangiano insieme, trascorrono le loro giornate insieme, attendendo con scrupolo ai loro compiti.
Una bella utopia, come solo ai bambini e alle menti più notevoli può sembrare allo stesso tempo complessa nella sua costituzione e immediatamente chiara in se stessa. Ma nella politica reale poco conta la costruzione matematica, molto contano le passioni umane, spesso machiavelliche e più o meno torbide. E come insegnano le ultime elezioni americane, c’è sempre un Gargamella con la sua fedele Birba in agguato…