Bruce Springsteen: Devils & Dust (Columbia / Sony - 2005)
.::Mario Franchi - 6 Giugno 2005::.

Demoni e polvere, tredicesimo album in studio per l’ormai cinquantasettenne Bruce Springsteen, che nonostante tutto non smette mai di stupirci. A 3 anni dalla pubblicazione dell’ultimo suo capolavoro “The Rising” (Sony Music-2002), album contraddittoriamente mal apprezzato al momento della sua uscita dai suoi fan, il Boss propone un disco decisamente agli antipodi, avvolto da un profondo velo di malinconia, nato probabilmente dal “negativo e deludente” esito delle elezioni politiche negli USA, nonché da motivi di probabile insofferenza personale. Un disco che nonostante la semplicità, inciso infatti senza l’aiuto della storica E-Street Band (e che, ciò malgrado, fa prevalere ritmi semplici di chitarra acustica, assoli di armonica e timbrica di archi), risulta notevolmente elaborato e probabile candidato a divenire, a detta di alcuni, uno dei gioielli del cantautore di Freehold, New Jersey. Bruce alterna ripetutamente, per tutta la durata del disco, canzoni profondamente malinconiche e toccanti, ricche di enfasi e sentimento con brani che in apparenza sembrano essere la risposta in chiave serena del tema espresso nella tipologia precedente (giusto un esempio: -…We're a long, long way from home, Bobbie, Home's a long, long way from us, I feel a dirty wind blowing, Devils and dust (Devils & Dust, Track1)… e -…Baby, I could walk you all the way home (All The Way Home, Track2…). Composizioni tutte che proseguono per immagini di una pellicola cinematografica lievemente rovinata dal tempo e che, tuttavia, produce sensazioni intense e decisamente emozionanti. Almeno sotto il profilo musicale, sembrano volersi riallacciare al filone pop rock di Dylan e Neil Young. Andrebbero segnalate probabilmente tutte le canzoni di questo disco, ma è necessario fare almeno una piccola selezione dei brani “più belli”… inserendo tra i primi la malinconica “Devils & Dust”, dalla quale l’album trae il nome; “All The Way Home”, la traccia forse più allegra e movimentata, si fa per dire, dell’intero disco; “Leah”, dal timbro ibrido tra Morricone, Young e Sringsteen stesso, e così via dicendo… Un lavoro degno di attenzione, che nonostante tutto risulta scarsamente orecchiabile, o meglio, poco comprensibile perché fortemente intimista. Se ben interpretato, risulta un vero e proprio capolavoro in grado di risplendere tra la tanta spazzatura (non solo musicale) che pervade questo mondo di demoni e polvere.


Tracklist:

1. Devils & dust
2. All the way home
3. Reno
4. Long time Comin'
5. Black cowboys
6. Maria's bed
7. Silver Palomino
8. Jesus was an only son
9. Leah
10. The hitter
11. All I'm thinkin' about
12. Matamoras Banks