Litfiba: Essere o sembrare (Elettromacumba/Pirelli/Edel - 2005)
.::Mario Franchi - 6 Giugno 2005::.

Difficile tenere a freno una delle band più accreditate della penisola, una delle colonne portanti del rock italiano come i Litfiba, nonostante i diversissimi cambi di formazione. Renzulli & co. tornano sulla scena musicale dopo il secondo album in studio, Insidia (2001), ed un greatest hits, The Platinum Collection (2003), con un nuovo lavoro, Essere o Sembrare, composto in un arco di tempo di quattro anni, totalmente figlio dell’attività concertistica intensa dei Litfiba in questo periodo. Album questo, che, nel complesso, nonostante la discreta validità, sembra comunque non presentarsi come uno dei lavori migliori, nonostante ottime critiche da parte dei fan della band fiorentina, che ha, in più di vent’anni di lavoro, saputo proporre qualcosa di notevolmente più valido; ma sembra piuttosto mirato al relax dell’ascoltatore. Il disco, infatti, al primo ascolto risulta abbastanza anonimo, privo di significato e di particolare rilevanza, con tracce che si susseguono l’una dietro l’altra in modo quasi del tutto indifferente, ad eccezione di alcune. Mancano i riff appassionanti e l’energia ritmica che hanno sempre contraddistinto i Litfiba; ci troviamo spesso di fronte a canzoni dai ritornelli piatti, senza particolare incisività; caso questo di brani come “La Tela Del Ragno” e “Stasera”, animati da un sound eccellente, ma totalmente scarichi di potenza e decisione nei momenti in cui ciò è richiesto. Non mancano, nonostante tutto, tracce interessanti sotto il profilo del soft-rock, per sentimento ed emozione, come il singolo estratto “Giorni di Vento”, dal sound tipico dell’album Spirito e Mondi Sommersi, o “Prendere o Lasciare”.
È un album che vuole con buona probabilità dare maggiore peso ai testi (e questa è cosa buona!) e alla voce di Gian Luigi Cavallo (Cabo), esprimendo alcuni tra i valori tipici di questa odierna società in continua evoluzione in cui conta purtroppo di più l’apparire che il reale essere se stessi, e in cui per vivere al meglio occorre agire secondo il totale impegno nel perseguire le proprie intenzioni; nel suo complesso l’album dedica più importanza ad uno dei valori e diritti più importanti dell’uomo, permanente e chiave della totalità della vita soggettiva, la scelta continua tra insiemi di cose di opposta fazione. Un album questo che si potrebbe forse definire come un lavoro di transizione tra il successo ottenuto dai primi, se così possiamo definire i lavori post-Pelù, Elettromacumba ed Insidia, ed il futuro del gruppo; lavoro che forse necessita di un maggior sforzo di comprensione e apprezzamento di quanto in realtà non possa avere con l’impatto col pubblico.


Tracklist:

1. La Tela Del Ragno
2. Sette Vite
3. Stasera
4. Giorni Dei Vento
5. No Mai
6. Alba E Tempesta
7. Prendere O Lasciare
8. Mistery Train
9. Sottile Ramo