
|
Nel pomeriggio
di domenica, facendo un giro per le vie del paese, potevi già
accorgerti del fatto che quella sera sarebbe successo qualcosa
di speciale. Era nell’aria, nelle magliette dei fan che
sono giunti da mezza Sardegna e hanno preso subito posto sotto
il palco con striscioni e cartelli. Era un po’ dappertutto.
I Nomadi hanno regalato ad una piazza piena zeppa di persone qualcosa
come due ore abbondanti di musica, e sono riusciti a coinvolgere
tutti, anche quelli come me che conoscono solo le loro canzoni
più famose perché le hanno sentite alla radio. L’impressione
era di assistere a qualcosa di più di un semplice concerto,
quasi un ritrovo di una grande famiglia che si dà appuntamento
per una sera, racconta le proprie storie, ride e scherza fra una
canzone e l’altra.
Lo spettacolo è stato bellissimo, i musicisti erano in
ottima forma; Danilo Sacco, voce, è simpaticissimo, e ha
saputo creare sin dall’inizio un clima di perfetta sintonia
col pubblico, che cantava tutte le canzoni con le mani al cielo.
Oltre a proporre i lavori del nuovo album, i Nomadi hanno suonato
i brani più famosi del loro repertorio; l’entusiasmo
del pubblico è salito alle stelle con pezzi come Dio è
morto, Io Vagabondo e la splendida Canzone per un’amica.
C’è stato un bellissimo momento in cui Sergio Reggioli
ha suonato un dolcissimo e maestoso pezzo per violino accompagnato
dal fondatore del gruppo, Beppe Carletti, al pianoforte. Un tocco
di magia, che ha contribuito a rendere indimenticabile una bellissima
notte stellata.
|