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Un'ora e trentacinque
minuti di rock trascinante, esplosivo e istantaneo, come il loro
ingresso sul palco, davanti a 2000 fans subito in sintonia. Quattro
video terminali e sfondo nero alle spalle, illuminato di tanto
in tanto da luci colorate, i Garbage hanno scelto "Queer"
per far vibrare le prime note del loro set live. Poi con "Bad
boyfriend" è iniziata la sequenza di successi del
gruppo statunitense, riproposti con un suono corposo, meno attento
ai dettagli elettronici che dominano le registrazioni in studio.
Tastiere ridotte all'essenziale, campionamenti contenuti, dunque,
per un post-punk tirato a lucido: questa la ricetta con la quale
Shirley Manson, Butch Vig, Duke Erikson e Seve Marker hanno proposto
sempre in crescendo brani come "Stupid girl", "Special",
"I think I'm paranoid", "Only happy when it rains".
E avanti così sino alla chiusura riservata a "Run
baby run" e "Right between the eyes" con quel verso
finale, stay alive my love, più predicato che urlato da
un'ispirata Sherley Manson, abbigliata con un abitino zebrato,
anfibi e capelli legati con una corda laterale.
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