Esibizione più che eccellente quella dei Negrita, la
rock-band aretina da poco rientrata in Italia in seguito al
fortunato tour sudamericano che ne ha profondamente influenzato
musicalmente lo stile artistico, tingendo di un velo di musica
latina quel rock pungente degli esordi, così come si
nota fortemente nell'ultimo disco "L'uomo sogna di volare".
Per motivi tecnici il concerto, che doveva avere avvio alle
21:30 è iniziato con un'ora e un quarto di ritardo (buona
parte della strumentazione è arrivata, infatti, alle
20:00 circa, compreso Drigo!!!). I Negrita attaccano il concerto
con un'energica nuova versione di "Cambio", denominata
"Umbabarauma (Cambio 2005) ", che riprendono successivamente
nella versione originale più avanti, per poi proseguire
in un unico tiro con "Bambole". Il tour essenzialmente
si prefigge l'obiettivo di presentare dal vivo il nuovo album
della band uscito in Italia a gennaio: ben accolte dal pubblico
le canzoni del nuovo disco, come l'incisiva "Sale"
e l'energica "Alzati Teresa", "Mother",
eccellente sperimentazione rag, "L'uomo sogna di Volare",
"Destinati a Perdersi", probabilmente una tra le canzoni
più emozionanti. Non tralasciano, fortunatamente, immancabili
canzoni del vecchio repertorio come "Hei! Negrita",
l'emozionante "Io Sono"," Mama Maè"
e "Transalcolico", accompagnata da una bellissima
doccia di birra Ichnusa, che non dispiace particolarmente, ed
un inaspettata "Halleluia", che i Negrita non presentavano
in concerto da sei anni. L'energia che si trasmette è
straordinaria: il pubblico salta, si scuote, canta a squarciagola
le canzoni di fronte ad un Franky (il Bassista) più pazzo
che mai e carico d'ilarità , un Mac (Uno dei chitarristi)
totalmente posseduto dalla musica ed un Pau (Il Cantante) piuttosto
carismatico; unico neo, un Drigo apparentemente smorto e annoiato
che si scatena solamente per pochi pezzi, ma, per chi conosce
i Negrita, si sa, è sempre una caratteristica. Prima
di Chiudere l'entusiasmante concerto di fronte ad un pubblico
forse un po' troppo d'elite, i Docs improvvisano a kapella un
accenno di "Sex" per poi chiudere il tutto con "Il
Branco", brano tratto dall'ultimo disco e riflessione sull'omologazione
dell'uomo.
Nel complesso un bel concerto che è veramente valso la
pena di vedere!