I Ratti della Sabina, Live @ Calangianus, 17.09.2006
.::Andrea Gessa - 22 Settembre 2006::.

Concerto dei Ratti della Sabina

 

 

Un concerto che aspettavo, questo dei Ratti. E posso dire subito che non sono stato affatto deluso.
Il gruppo, attivo da dieci anni, si sta guadagnando la stima della penisola. Il loro folk-rock deve tanto ai Modena City Ramblers quanto a Gianni Rodari, a cui tra l’altro dedicano “Il Giocoliere”, del primo “Cantiecontrocantiincantina”. I laziali, benchè pressochè sconosciuti al pubblico gallurese, riescono a farsi apprezzare da tutti, soprattutto dai bambini, a cui dedicano “La Rivoluzione” dell’ultimo album “A passo Lento”.
Il concerto inizia con “La Giostra”, opener track dell’ultimo disco. Alcuni problemi tecnici vengono prontamente risolti. Lo spettacolo procede allegramente, e gli Otto Ratti giocano tutte le loro migliori carte, molte delle quali pescate dai primi due dischi. Ogni brano viene presentato al pubblico. Il combo si esalta su “Il violinista Pazzo” dal secondo “Circobirò″, di cui propongono anche la title track, “La morale del brigante” e “Lo scemo del Villagio”, ma, forse per puntare su brani più tirati, non suonano “Seila”, che anche nel titolo, oltre che nella bellezza, ricorda “Sally” di De Andrè. “Il Clandestino” è meravigliosa come sempre e fanno la loro bella figura anche le nuove “A passo lento”, “Il Suono del Motore” e una tiratissima “Chi arriva prima aspetta”. Verso la fine arrivano i colpi più pesanti: la fantastica e attesissima “Il funambolo” e la “Tarantella del Serpente” che, come in precedenza, “La morale del brigante” (ispirata da Berardo Viola) e l’”Abbatuozzo”, portano in scena leggende e storie tradizionali della Sabina. Il gruppo annuncia che non ci sarà bis e saluta il pubblico, come consueto, con “La Ciucca” del primo disco, durante la quale trovano spazio le presentazioni.
Un concerto veramente soddisfacente. Il gruppo non ha peccato minimamente, tirando da matti (grandissimo lavoro svolto dal bassista, spesso in tapping!!!). L’unico difetto era forse nell’ambiente. Troppa poca gente e i balli sono stati sporadici, colpevoli anche le incerte condizioni atmosferiche non certo invitanti.
Un peccato, ma i Ratti non sono certo tipi da arrendersi tanto facilmente. E, posso scommeterci, al prossimo appuntamento ci sara un pubblico ben più numeroso.