A Santa Maria Navarrese
i giovani sono tanti. È una giornata di festa e di lotta
e lo dimostrano le numerose magliette degli Ska-P, altre più
politicizzate come quelle del Che o del Subcomandante Marcos e
i litri di vino e birra che scorrono. È una sorta di incontro
per il popolo no-global dell'isola, al quale partecipano in tanti,
affollando la spiaggia davanti alla piazza prima e dopo il concerto.
Secondo le stime dei mass media, erano presenti oltre 10000 spettatori.
Assolutamente non male come cifra, considerando il fatto che la
stragrande maggioranza erano giovani dai 17 ai 30 anni accorsi
da qualsiasi parte della Sardegna.
L'apparizione degli Ska-P è un tripudio, battiti di mani,
pugni chiusi e urla accompagnano gli spagnoli che si presentano
con un "buonasera Sardinia!" accompagnati subito da
"El gato lopez" (uno dei cavalli di battaglia del gruppo),
"El Rey" e "Planeta Eskoria".
Si infiamma il pogo, soprattutto sotto il palco; sulle tribune,
invece, la gente balla e salta. Sventolano bandiere indipendentiste
di Indipendentzia Repubrica de Sardigna, altre dei quattro mori
e una palestinese.
Ottima è la prestazione di Pipi, vera presenza scenica,
coi suoi numerosi travestimenti: si veste da poliziotto nell'atto
di picchiare un pacifista, da zio Sam durante la canzone "Tio
Sam", da detenuto sulla sedia elettrica durante i proclami
contro la pena di morte. A un certo punto alza per aria una maglietta
dei quattro mori. Si leva un gran boato dal pubblico e le bandiere
sventolano ancora più forte.
Il gruppo suona tutte le sue più belle canzoni, da quelle
che sono diventate un vero e proprio manifesto del gruppo come
"El vals del obrero", "Cannabis", "A
al mierda" a quelle più vecchie come "El Hombre
Resaka Baila Ska" o "Juan sin tierra".
All'improvviso nelle mani del batterista sventola una bandiera
di Indipendentzia Repubrica de Sardigna: alcuni ragazzi, nonostante
la security, sono riusciti a portare sul palco la bandiera. Molti
indipendentisti del pubblico esultano, felici, e continuano a
saltare.
Da notare anche il fatto che gli spagnoli hanno sempre parlato
di Sardegna e mai di Italia. Questo per dimostrare ancora una
volta i loro ideali di libertà e indipendenza per tutti
i popoli.
Il bis è richiesto con una "Bella Ciao" cantata
a squarciagola da tutto il pubblico. I pugni chiusi alti sono
tantissimi, altri, invece, sbattono le mani, scandendo il tempo
della canzone.
Verso la fine di "Bella Ciao", gli Ska-P riappaiono
sul palco per cantare le ultime canzoni rimaste. Il pubblico,
stanco ma mai troppo, continua a saltare, aiutato dal rinfresco
di un idrante, per salutare sia la fine del concerto, sia lo scioglimento
del gruppo che dà l'addio per qualche periodo alle scene
musicali (speriamo per poco!).
Dopo circa due ore di musica, il pubblico lascia la piazza, per
riversarsi in gran parte sulla spiaggia davanti alla piazza. Nessun
tafferuglio o disordine, alla faccia di chi aveva allertato mezza
Sardegna del rischio di subbugli a causa di migliaia di "terroristi"
no global.
E ora tutti in spiaggia a festeggiare tra vino, birra, fumo, musica
ed esibizioni col fuoco di ottimi artisti di strada: la festa
non finisce dopo il concerto… anzi, continua più
forte di prima!
Adiosu Ska-P!