
I Bleeding Through
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Il Rock è
una cosa sporca! Nella fattispecie sporca di fango. Quello dell’ippodormo
di Northampton che ospita l’ultima data del più grande
festival punk rock itinerante del mondo. Ottanta gruppi su dieci
palchi per dieci ore di musica. La temuta pioggia non è
arrivata durante il concerto, ma ha operato prima rendendo il
terreno melmoso in numerosi punti. Ma che alla fine non ha infastidito
più di tanto.
Arriviamo alle undici e mezza e ci indirizziamo verso il tabellone
con la scaletta dei gruppi per prendere nota degli orari e dei
palchi e poi ci concediamo un giro per gli innumerevoli stand
che rappresentano una vera manna per gli appassionati. La sorpresa
arriva dai Texani Riverboat
Gamblers. All’inizio tutto quello che
appare è un buon punk rock n’ roll tirato e potente.
Ma solo dopo due minuti si rivela l’esistenza del cantante,
prima di allora nascosto alla mia vista, intento a scendere dal
piccolo palco e scavalcare le transenne. Tutto il resto è
uno spettacolo eseguito tra i pochi fortunati spettatori. Durante
la sua performance, condotta interamente sotto il palco, l’istrionico
frontman si butta per terra, balla con il pubblico, si svuota
in testa lattine di bibite (rigorosamente analcoliche), ruba la
cuffia di una giovane e alla fine di una canzone si riposa in
ginocchio tra le cosce di una divertita ed impreparata spettatrice.
Il ragazzo ha classe! E la somiglianza, non solo fisica ma soprattutto
scenica, con la Lucertola Iggy è impressionante.
Ci spostiamo in seguito sotto il palco su cui si stanno esibendo
le Go
Betty Go! Il gruppo, tutto al femminile, suona
un discreto punk – rock. Fa difetto forse la batterista
(ma questo è probabilmente un pregiudizio diffuso nel mondo
della musica, che vede la batteria uno strumento prettamente maschile).
Sullo stesso palco salgono subito dopo i Reggie
And The Full Effect, capeggiati dal tastierista
della band culto dell’emo-core The Get Up Kids (per altro
recentemente scioltasi). La band propone una miscela di tastiere
elettroniche, chitarre pesanti e cantato melodico. Sebbene il
genere non mi entusiasmi affatto (detesto il cantato emozionale)
lo spettacolo offerto è veramente buono e divertente. I
suoni sono perfetti e anche la tecnica è decisamente apprezzabile.
Si fa un salto sotto il palco della Ernie Ball, dedicato alla
battaglia delle band, per assistere ai Big
D and The Kids Table, band emergente di Boston
che esegue uno ska-punk che lascia molto a desiderare. Probabilmente
a causa della mia posizione defilata il suono arrivava sporchissimo
e sconnesso. Una delusione. Soprattutto per aver perso lo show
dei Bleeding
Through, che si esibivano contemporaneamente
sotto un altro palco. Ma due canzoni di questi ultimi sono stati
sufficienti a capirne la potenza. .
Finalmente alle 3 e mezza viene il turno di precipitarsi sotto,
o meglio davanti al piccolo palco di Hot Topic, che ospita la
performance degli A.K.A.’s.
I cinque, batteria, basso, chitarra, voce e tastierista (femmina)
propongono un indie rock di matrice scandinava, alla “(International)
Noise Conspiracy” per intenderci. Il gruppo ha un buon tiro
e riesce a coinvolgere e divertire il pubblico che aumenta davanti
alla loro pedana. Le evoluzioni del bassista, che si arrampica
su una cassa e che riesce a mantenere il gruppo anche quando il
chitarrista rompe una corda divertono. Il gruppo convince, così
compro il loro disco (recensione) (ovviamente a prezzo ridotto
e senza tasse, 5 dollari) e mi pento di non aver conosciuto l’album
prima del concerto in modo da potermi gustare al meglio la breve
performance, 45 minuti. Dopodiché, altro breve giro per
gli stand che non finiscono mai di stupire e ci precipitiamo sotto
il palco principale su cui si stanno esibendo gli Avenged
Sevenfold, ma che soprattutto vedrà
protagonisti i Dropkick Murphys. Lo spettacolo fila liscio ma
è troppa l’adrenalina per i beniamini che stanno
per salire sul palco per riuscire ad apprezzare le peraltro buone
qualità del combo.
Nel periodo di pausa durante la preparazione del palco per gli
idoli di Boston sul palco adiacente suonano i My Chemical Romance,
decisamente snobbati da metà dei presenti all’evento,
ma che comunque rappresentavano uno dei gruppi di punta dell'evento.
Tutti volevano solo i Dropkick Murphys…
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