I Dropkick Murphys
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Incitati dai cori
degli innumerevoli fedeli i Dropkick entrano in scena preceduti
da Scruffy Wallace con la sua cornamusa, intonando "Your
Spirit's Alive", opener anche dell'ultimo album della band
(recensione) facendo la felicità di tutto l'ippodromo.
Ma appena le chitarre entrano in scena è la devastazione
più totale. Volumi altissimi, presenza scenica da panico,
resa tecnica ancora migliore (non so come facciano a suonare bene
con gli strumenti così bassi e facendo tutto quel casino
sul palco! Misteri del Punk). Il fatto di essee sulle transenne
si sente. Il peso di tutto il pubblico sulle spalle è qualcosa
di difficilmente sostenibile. La seconda canzone è, come
ci si aspettava, "Boys On The Docks", anthem del gruppo
sin dagli esordi. Il concerto continua a massacrare il pubblico
accalcato sulle transenne, un continuo stage diving impegna a
fondo la security, vista più come un'ancora di salvezza
piuttosto che una forza repressiva. Al fianco delle colonne del
gruppo compaiono brani distruttivi, come Citizen CIA, tirata da
far paura, il nuovo singolo Sunshine Highway, che il pubblico
già conosce a memoria e l'unico momento di pausa con The
Green Fields Of France. Decisamente non trascurabile il featuring
con Lars Frederiksen, acclamato chitarrista dei Rancid. Il pubblico,
come consuetudine chiude il live act con Skineheads on the MBTA
per la quale invitano il pubblico al salire sul palco per cantare
con i propri beniamini. Come dire... Epico.
Purtroppo un serio infortunio riportato durante l'esibizione dei
Dropkick non mi consente di assistere per intero ai Transplants,
che propongono tra l'altro il nuovo singolo Gangster & Thugs,
e agli Offspring, dei quali percepisco solo una potente versione
di All I Want. Peccato!
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