System Of A Down: Mezmerize (Columbia / Sony 2005 )
.::Andrea Gessa - 6 Giugno 2005::.

 

Disco sicuramente curioso questo Mezmerize. Se non per i suoni, che questa volta non hanno nulla di sconvolgente, sicuramente per come spiazza l'ascoltatore. Il primo impatto è purtroppo negativo. E non si sa perché. Sembra che ci siano tutte le caratteristiche per fare un nuovo disco stupendo come il capolavoro Toxicity o la raccolta, molto bella, Steal This Album. Ma tutto viene vanificato da un'aura di vuoto che si espande su quasi tutto il disco. Non ci sono emozioni, non c'è carica, non c'è potenza. Il suono rimane invariato, la composizione resta schizofrenica e folle, malgrado la produzione sia affidata a Rick Rubin. Forse questo è uno dei punti deboli del disco: uno dei migliori produttori in circolazione, che ultimamente però ha il brutto vizio di "tranquillizzare" i gruppi rock; si vedano, ad esempio, Battle Of Los Angeles dei compianti Rage Against The Machine o l'eccezionale Californication dei Red Hot Chili Peppers. E poi come sopportare l'invadenza della voce di Malakian a discapito di quella decisamente migliore e più teatrale di Tankjan?
Gli ascolti successivi mitigano la delusione, con pezzi come Cigaro o Radio/Video, il miglior episodio di tutti i 36 minuti, brano dalle forti influenze folk e reggae. Certo, se il pezzo migliore dei SOAD è un brano reggae, non ci resta che sperare nel secondo capitolo, Hypnotize, in uscita per novembre. Col rischio che decreti la fine del mito armeno.
Un disco che si aspetta una stagione intera, nella speranza di avere finalmente qualcosa che possa salvare dalla noia. Sapete che fare, allora? "I'm just sitting in my room, with a needle in my hand, waiting for the tomb…"