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Dopo
aver visto la loro ottima, seppure breve, performance al Warped,
l'acquisto del disco era d'obbligo. Così come il parlarne.
Musicalmente vicini a The (International) Noise Conspiracy e Hives,
i cinque propongono un rock 'n' roll infiammato. I testi sprizzano
rock, di quello d'autore, miscelato però alla cognizione
del difficile e cupo periodo in cui il mondo versa. Una sensazione
difficilmente riscontrabile nei dischi di questo periodo.
Militanza politica, visione disillusa del mondo e voglia di reagire
si mescolano all'ottimo lavoro delle tastiere vintage, ma innovatrici,
di Nina e a una voce arrabbiata che, pur riuscendo a non cadere
nei cliché esageratamente abusati di screamo, esprime al
meglio la rabbia della band, e lascia pochissimo spazio alla melodia.
La sezione ritmica funziona alla perfezione. Nulla di simile agli
schiacciasassi dell'hardcore, ma piuttosto cadenze più prettamente
settantasettine, non per questo meno coinvolgenti.
Nota di merito spetta all'artwork, rude, ma creativo come il gruppo.
Una colomba, una pistola, un carroarmato. Sangue. E una citazione
di Mark Twain, da Le Avventure Huckleberry Finn
La magia del combo sta nel proporre all'ascoltatore una commistione
perfettamente bilanciata tra vecchio e nuovo, rendendo il disco
omogeneo e creando un filo ideale che porta dai '70s fino ai giorni
nostri, girando alla larga da melodie pop, e anzi tenendo sempre
in primo piano una ruvidità invitante.
Una freschezza di cui si sente grande bisogno. Da ringraziare.
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