David Gilmour - On An Island (Capitol, 2006)
.::Mario Franchi - 8 Aprile 2006::.

1. Castellorizon
2. On An Island
3. The Blue
4. Take A Breath
5. Red Sky At Night
6. This Heaven
7. Then I Close My Eyes
8. Smile
9. A Pocketful Of Stones
10. Where We Start

David Gilmour presenta con “On An Island” il terzo elemento della propria carriera solista, iniziata con l’omonimo “David Gilmour” e proseguita con “About Face”. Un lavoro che, tra la critica discografica e la più accesa turba dei fan dell’ex band del “Fluido Rosa”, presenta un’infinità d’interpretazione, dalle eclatanti delusioni alle lodi sfrenate. È bene notare che il disco poco presenta in comune con il vecchio stile del gruppo, in modo particolare in relazione alle atmosfere che il 60enne chitarrista (e che chitarrista!) qui propone: toni prettamente malinconici e particolarmente romantici, come è possibile individuare già dalla copertina stessa in cui è possibile vedere l’autore che seduto, in controluce, su di uno scoglio guarda e riflette, in un’atmosfera di attonita malinconia, il volo degli uccelli. La medesima traccia è riscontrabile come struttura portante, lungo buona parte del disco, in brani come “Red Sky At Night”, di grande enfasi musicale attraverso synth d’archi e fiati di straordinaria efficacia e profondità, a sfondo di un penetrante solo di sassofono. Non mancano i brani d’intermezzo, l’interessante, forse la più in stile Floydiano, nel suo complesso, “Take A Breath”, nella quale si riscoprono alcuni degli stili, che hanno reso celebre tra gli anni 60 e 70 la band inglese, mescolati in alcuni punti, forse questo uno dei difetti, da ritmi e sonorità a volte banali e privi di significato. Ottima sicuramente l’introduzione al disco, il binomio “Castellorizon”/”On A Island” : sonorità eccezionali, professionalità di composizione; atmosfere perfette, stilisticamente coerenti con i tempi di “Echoes” dei Floyd; ricca di passione la chitarra di Gilmour, animata dall’ardore di uno spirito malinconico; ottima chiave d’apertura all’album.
Numerose e di rilievo le collaborazioni di Gilmour: da Richard Wright e Phil Manzanera al piano, Robert Wyatt in “Then I Close My Eyes”, Georgie Fame in “This Heaven”; e Crosby & Nash che in “On A Island”. Lodevole “agenzia di viaggi” per i pensieri di una mente desiderosa di uscire pacificamente dai propri confini.