Gerson - Il Miracolo (2005)
.::Andrea Gessa - 8 Aprile 2006::.

Il Grande Spirito del Rock'n'Roll ha parlato: i Gerson sono i figli suoi prediletti, perlomeno in Italia. Questo secondo lavoro, dopo il già buono debutto omonimo (2002 - P.O.T.A. records), spazza via tutto. Chitarre precisissime, potenti e perfette, un muro di suono in puro cemento armato. Ottimi anche gli assoli, da manuale del R'n'R. La sezione ritmica esegue magnificamente il proprio lavoro. Ma ciò che più mi piace dei quattro è la voce. Semplicemente perfetta, nella sua ruvidezza. Prendete Lemmy Kilmister, togliete il rantolio di fondo e fatelo cantare.
Nella stesura dei testi, tutti in italiano salvo "Quero Morrer", brano cantanto dal bassista brasiliano, il gruppo è notevolmente migliorato. La loro vena polemica si tinge di ironico, ma non per questo è meno efficace. La produzione è praticamente perfetta e rende al meglio.
Tra le undici tracce del disco almeno tre, a mio avviso, sono capolavori assoluti.
L'opener "Tua madre è preoccupata", con uno dei testi più belli che abbia letto ultimamente, è provocazione allo stato puro contro il perbenismo, con un tiro micidiale, e non può che far presagire il meglio.
La titletrack è un brano che di questi tempi, secondo me, potrebbe vincere i prossimi cinque festival di Sanremo... se solo gli standard della canzone italiana non fossero completamente sballati. Gran testo, grandissima musica.
"Numero" esalta le capacità vocali del cantante che si scatena su un pezzo sfrenato. Di tutto e di più sull'omologazione cerebrale di cui siamo vittime.
Si spara ad alzo zero su consumismo e pubblicità, sui benpensanti e sul grigiore della vita quotidiana.
Per dirla senza giri di parole: i Gerson spaccano.
Vedete un po' voi cosa fare.