|
Adorabile. Frontiera
è rimasto nella mia playlist a lungo, prima che mi decidessi
a decantarne le lodi. Combat rock, punk settantasettino e reggae
sono le principali influenze del combo, che le mescola con magistrale
abilità. Le qualità compositive e tecniche del gruppo
sono indubbie. Giudicato ottimamente dalla critica, quella alternativa,
anche all'estero, questo lavoro si merita appieno tutte le lodi
ricevute.
La triade iniziale, (Ossigeno, Gas, Stesse Madri) toglie il fiato.
Dalla clashiana Ossigeno, a Gas, la mia preferita del lotto, dalla
strofa skankeggiante, al punk rock di Stesse Madri o di Jack Daniel's
Midnight, (veramente bellissima), assimilabile a quello dei Klaxon.
La qualità rimane su alti livelli per tutta la durata del
disco. Si eleva ulteriormente Ali (Bomba ye), dedicata a Mohammed
Alì.
Il reggae della titletrack ci porta in viaggio. La sensazione
è di prendere il treno per andare da Milano a Kingston.
Questo è ciò che i testi dei Linea esternano. In
bilico costante tra il grigiore della città e dell'anichilimento
e la speranza di un mondo migliore, un po' quella stessa tensione
che aveva fatto dei Clash uno dei migliori gruppi al mondo. Nelle
tracce si sente tutta la passione e il cuore della band. Uno di
quei dischi che magari non dicono nulla di nuovo, ma rinfrescano
il valore di un'utopia, un qualcosa per cui continuare a vivere
e a lottare.
Per dirla a modo loro: In Alto I Cuori!
|