Linea: Frontiera
.::Andrea Gessa - 20 Dicembre 2005::.


Adorabile. Frontiera è rimasto nella mia playlist a lungo, prima che mi decidessi a decantarne le lodi. Combat rock, punk settantasettino e reggae sono le principali influenze del combo, che le mescola con magistrale abilità. Le qualità compositive e tecniche del gruppo sono indubbie. Giudicato ottimamente dalla critica, quella alternativa, anche all'estero, questo lavoro si merita appieno tutte le lodi ricevute.
La triade iniziale, (Ossigeno, Gas, Stesse Madri) toglie il fiato.
Dalla clashiana Ossigeno, a Gas, la mia preferita del lotto, dalla strofa skankeggiante, al punk rock di Stesse Madri o di Jack Daniel's Midnight, (veramente bellissima), assimilabile a quello dei Klaxon.
La qualità rimane su alti livelli per tutta la durata del disco. Si eleva ulteriormente Ali (Bomba ye), dedicata a Mohammed Alì.
Il reggae della titletrack ci porta in viaggio. La sensazione è di prendere il treno per andare da Milano a Kingston.
Questo è ciò che i testi dei Linea esternano. In bilico costante tra il grigiore della città e dell'anichilimento e la speranza di un mondo migliore, un po' quella stessa tensione che aveva fatto dei Clash uno dei migliori gruppi al mondo. Nelle tracce si sente tutta la passione e il cuore della band. Uno di quei dischi che magari non dicono nulla di nuovo, ma rinfrescano il valore di un'utopia, un qualcosa per cui continuare a vivere e a lottare.
Per dirla a modo loro: In Alto I Cuori!