Dream Theater - Octavarium (Alantic-2005)
.::Mario Franchi - 22 Settembre 2005::.

Tracklist:
1. The Root Of All Evil
2. The Answer Lies Within
3. These Walls
4. I Walk Beside You
5. Panic Attack
6. Never Enough
7. Sacrificed Sons
8. Octavarium

Più che buono Octavarium, l’ultimo album della band Statunitense di Long Island, che ritorna sulla scena musicale internazionale dopo “Train Of Tought” (2003) e “Six Degrees Of Inner Turbolence” (2002), disco giudicato come una vera e propria sintesi di controversia da parte tanto della critica musicale quanto dal fronte dei fan, nel quale i Dream Theater avevano esplicitato un’evoluzione musicale mix di melodie pop-rock, nu-metal con l’ormai proprio ed affermato stile artistico, di cui anche lo stesso “Octavarium” si giudica figlio. Ottimo “The Root of all Evil”, energico ed accattivante brano di apertura al disco, inquadrato all’interno di una struttura sufficientemente equilibrata e lineare che sembra ricalcare sotto alcuni aspetti la tecnica compositiva già intrapresa negli ultimi due precedenti album, aleggiando tra nu-metal e un hard rock alla Velvet Revolver. Segue "The Answer Lies Within", a parere di alcuni uno dei peggiori brani del disco, troppo attaccato a sonorità e ritmi eccessivamente ripresi da gruppi come i Linkin Park, molto più apprezzabile dopo alcuni ascolti. Esplode, nel senso letterale della parola, “These Walls”, brano carico di potenza e arricchito da un sound energico e penetrante, figlio diretto di album storici come “Awake” e “Images And Words”, che, con buona probabilità, potrà rivelarsi come uno dei pezzi di miglior gradimento, specialmente ai fan “secolari” della band, in cui le tastiere ed i sinth di Rudes fanno da padroni per tutta la durata del brano. L’ottavario prosegue saltellando qua e la tra l’Irlanda e il progressive metal per dar vita ad una ballata in pieno stile U2, tanto sulla musicalità che sulla vocalità di un James Labrie controfigura in questo pezzo, “I Walk Beside You” il titolo, di Bono. Per amore dei bassisti introduce al brano “Panic Attack”, pezzo coinvolgente e carico di energia, che a parere della critica costituisce una “summa influentiae” musicali della band, alla quale si aggiungono sonorità più recenti come Muse e S.O.A.D., un bell’assolino di Jhon Myung, che in poche e semplici battute da piena dimostrazione di un minimo delle sue potenzialità. L’album procede con” Never Eneough”, pezzo non di particolare rilievo e con “Sacrificed Sons”, brano dalla lirica e dalla musicalità profonde, ideologicamente ispirate alla tragedia dell’ 11 settembre, prima di chiudere con “Octavarium”, certamente la miglior traccia del disco, caratterizzato da grande eterogeneità e sperimentazione, perfetta sintesi di un ottimo tributo musicale ai grandi gruppi della musica progressive degli anni settanta, con fraseggi e motivi di richiamo a Jethro Tull e Pink Floyd principalmente. Un ottimo disco e nel contempo un ennesimo capolavoro artistico.