Tracklist:
1. The Root Of All Evil
2. The Answer Lies Within
3. These Walls
4. I Walk Beside You
5. Panic Attack
6. Never Enough
7. Sacrificed Sons
8. Octavarium
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Più che buono
Octavarium, l’ultimo album della band Statunitense di Long
Island, che ritorna sulla scena musicale internazionale dopo “Train
Of Tought” (2003) e “Six Degrees Of Inner Turbolence”
(2002), disco giudicato come una vera e propria sintesi di controversia
da parte tanto della critica musicale quanto dal fronte dei fan,
nel quale i Dream Theater avevano esplicitato un’evoluzione
musicale mix di melodie pop-rock, nu-metal con l’ormai proprio
ed affermato stile artistico, di cui anche lo stesso “Octavarium”
si giudica figlio. Ottimo “The Root of all Evil”,
energico ed accattivante brano di apertura al disco, inquadrato
all’interno di una struttura sufficientemente equilibrata
e lineare che sembra ricalcare sotto alcuni aspetti la tecnica
compositiva già intrapresa negli ultimi due precedenti
album, aleggiando tra nu-metal e un hard rock alla Velvet Revolver.
Segue "The Answer Lies Within", a parere di alcuni uno
dei peggiori brani del disco, troppo attaccato a sonorità
e ritmi eccessivamente ripresi da gruppi come i Linkin Park, molto
più apprezzabile dopo alcuni ascolti. Esplode, nel senso
letterale della parola, “These Walls”, brano carico
di potenza e arricchito da un sound energico e penetrante, figlio
diretto di album storici come “Awake” e “Images
And Words”, che, con buona probabilità, potrà
rivelarsi come uno dei pezzi di miglior gradimento, specialmente
ai fan “secolari” della band, in cui le tastiere ed
i sinth di Rudes fanno da padroni per tutta la durata del brano.
L’ottavario prosegue saltellando qua e la tra l’Irlanda
e il progressive metal per dar vita ad una ballata in pieno stile
U2, tanto sulla musicalità che sulla vocalità di
un James Labrie controfigura in questo pezzo, “I Walk Beside
You” il titolo, di Bono. Per amore dei bassisti introduce
al brano “Panic Attack”, pezzo coinvolgente e carico
di energia, che a parere della critica costituisce una “summa
influentiae” musicali della band, alla quale si aggiungono
sonorità più recenti come Muse e S.O.A.D., un bell’assolino
di Jhon Myung, che in poche e semplici battute da piena dimostrazione
di un minimo delle sue potenzialità. L’album procede
con” Never Eneough”, pezzo non di particolare rilievo
e con “Sacrificed Sons”, brano dalla lirica e dalla
musicalità profonde, ideologicamente ispirate alla tragedia
dell’ 11 settembre, prima di chiudere con “Octavarium”,
certamente la miglior traccia del disco, caratterizzato da grande
eterogeneità e sperimentazione, perfetta sintesi di un
ottimo tributo musicale ai grandi gruppi della musica progressive
degli anni settanta, con fraseggi e motivi di richiamo a Jethro
Tull e Pink Floyd principalmente. Un ottimo disco e nel contempo
un ennesimo capolavoro artistico.
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