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Gli Uguaglianza
si presentano con un produttore d'eccezione. Il quintetto è
infatti sotto la protezione di un certo Steno. Per chi non fosse
solito frequentare certi lidi, Steno è una figura leggendaria
del punk italiano con i suoi Nabat. Il disco è facilmente
inquadrabile: punk stradaiolo con venature R'n'R. Buoni i suoni,
ben equilibrati tra aggressività e pulizia. Stesso discorso
per la voce di Pablo, supportato ottimamente dai cori. Punk rude,
ma suonato con cognizione di causa. Numerose le variazioni di
stile: i ritmi in levare di "Maiale d'Oro", la bellissima
"Blob" che sembra quasi uscita da "Sandinista".
I nostri chiudono con "Saluti e Risate", brano lento
dal testo nostalgico e sentimentale,col quale cercano di catturare
la poesia di strada. Purtroppo il compito era arduo e i nostri
ci sono riusciti in parte. Se fossero stati un gruppo già
affermato potete star sicuri che la canzone sarebbe diventata
un inno nei bar frequentati da punk.
Apprezzabili le melodie per tutto l'album. I testi puntano sul
sociale, con qualche defaillance ogni tanto nella levigatura,
ma che passa inosservata nel complesso.
Il gruppo tira, fa pensare, suona bene. Insomma fa il suo dovere
e con pieni meriti.
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