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È un bel
film, profondo e misurato, che sa affrontare temi drammatici e
difficili senza mai scadere nel patetico. “La bestia nel
cuore” è la storia di Sabina, una giovane doppiatrice
che, dovendo occuparsi del trasferimento delle salme dei genitori,
scomparsi ormai da qualche anno, sente dentro di sé il
risveglio dei ricordi dell’infanzia. Molti episodi della
sua vita di bambina Sabina li ha rimossi e non sa spiegarsi il
perché, ma qualcosa incomincia a riemergere nei suoi sogni.
Più che sogni sono incubi che la rendono inquieta e minano
la stabilità della sua esistenza e delle sue relazioni
affettive.
Sabina decide allora di trascorrere le vacanze di Natale a casa
del fratello Daniele, trasferitosi in America dopo la morte dei
genitori, per farsi rivelare quale esperienza drammatica della
sua infanzia possa avere scatenato, a tanti anni di distanza,
i suoi sconvolgenti sogni. E Daniele, riluttante fino all’ultimo,
infine parla e rivela le attenzioni morbose che entrambi hanno
dovuto subire dal padre, con la complicità colpevole della
madre.
Il film, come ho già detto, è bello e avvincente
e la recitazione degli attori è di qualità: Giovanna
Mezzogiorno, che interpreta il personaggio principale, ha meritato
per questo ruolo la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia.
Penso che un premio lo meritasse anche Angela Finocchiaro che
nel film è Maria, collega e amica di Sabina. Abbandonata
dal marito dopo più di vent’anni di matrimonio, Maria
sa dare una svolta inedita alla sua esistenza, intrecciando una
delicata storia d’amore con Emilia, coetanea di Sabina e
sua amica fin dall’infanzia. La Finocchiaro interpreta con
intelligente ironia, stemperando le situazioni più scabrose
con dialoghi divertenti, usando l’ingenua e schietta logica
dei bambini, gli unici che hanno il coraggio di dire ad alta voce
“Il re è nudo!”. Buona visione.
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