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Ero indecisa: scrivere o no la recensione dell’ultimo film di Moretti? Sì, perché ormai tutti sanno tutto: che è un film amaro e pessimista, però fa anche ridere; che il Caimano è Silvio Berlusconi, ma il film non è centrato su di lui; che Moretti non è il protagonista, ma campeggia nelle scene finali (e non solo: per me Moretti si specchia nel privato di Bruno e nella professionalità di Teresa); che Silvio Orlando e Margherita Buy sono bravissimi e che ci sono tanti cammei di altrettanti bravi e seri registi italiani. Insomma, su questo film si è già detta ogni cosa. Sposterà a sinistra i voti degli indecisi? Mah… forse potrà essere così nell’intenzione dell’autore, anche se Moretti lo nega, dicendo che cinema e politica sono due cose diverse e distinte.
A me il film è piaciuto molto, ma io non faccio testo: chi mi conosce sa che sono una fan di Moretti al punto che se facesse un calendario lo metterei in camera, soppiantando l’ormai trito Richard Gere…
A chi andrà a vederlo (quando questo pezzo uscirà, credo che molti lo avranno già visto, ma io auspico anche una seconda visione) consiglio di fissare l’attenzione sul personaggio di Teresa, la giovane sceneggiatrice e regista del film ‘Il Caimano’. Lei è l’unica persona fresca, incontaminata, che ha il coraggio delle proprie opinioni, che spera in un cinema italiano che possa essere di denuncia contro la corruzione, che non abbia come unico obiettivo quello dell’evasione, del facile divertimento o delle operazioni nostalgia (forse Moretti prevedeva l’uscita di Notte prima degli esami...). Teresa rappresenta la fiducia nei giovani, che forse temiamo perché scardinano le certezze ammuffite delle nostre tradizioni, ma che salveranno il nostro futuro se non baratteranno la loro coscienza e il loro cervello in cambio di un ingresso nella Casa del Grande Fratello o di una sgambettata fra gli Amici di Maria.
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