Volver. Pedro Almodòvar
.::Paticos - 6 Luglio 2006::.

Donne che si abbracciano e si baciano; donne che si parlano; donne solidali nel lutto e nelle necessità; madri forti, capaci di azioni forti per difendere ciò che più amano. Questo è Volver, l’ultimo lavoro di Pedro Almodòvar. E’ la storia di Raimunda, sposata con uno sfaticato e madre di una adolescente, di nome Paula; sua sorella Sole vive come lei a Madrid, è separata e sbarca il lunario facendo la parrucchiera in casa, senza licenza. La zia preferita di Raimunda, quella che l’ha allevata al posto di sua madre, è una vecchietta non tanto a posto con la testa, che vive ancora in paese e crede che ad assisterla sia la madre di Raimunda e Sole, defunta insieme col marito in un tragico incendio. Chi si occupa della vecchia zia è in realtà Augustina, la vicina di casa, una donna sensibile che aspetta il ritorno della propria madre, andata via nello stesso giorno della morte dei genitori di Raimunda e Sole.
La vita delle tre donne (Raimunda, Sole e Paula) viene scossa dal ‘fantasma’ della mamma, Irene, che appare prima a Sole, poi anche a Paula e per ultima a Raimunda.
Il film ha un esordio tragico, ma in seguito prende i toni della commedia e del giallo. Le vicende seguono un andamento circolare (da qui “volver”, ritornare) che ruota intorno al personaggio principale di Raimunda (Penelope Cruz). Infatti ciò che lei ha vissuto nell’adolescenza e che l’ha fatalmente allontanata dalla madre, ritorna come un destino crudele nell’esperienza della figlia. Non voglio svelare di più, perché toglierei il gusto della visione del film.
Volver è un film sulla morte e sulla vita, o meglio sulla forza che le donne devono inventarsi per sopravvivere alle crudeltà del mondo, crudeltà che attraversano gli anni senza che il progresso le scalfisca.
Colorato, ‘parlato’ e musicale, come solo i film di Almodòvar sanno essere, Volver ha come leit motiv il vento: spazza imperioso le tombe del cimitero, fa girare le grandi pale delle centrali eoliche, caccia i fantasmi del passato e del presente. Rimangono solo la solidarietà e l’amore.