La guerra dei mondi, di Steven Spielberg
.::Paticos - 21 Luglio 2005::.

Tratto dal libro di H. G. Wells, La guerra dei mondi è un film inquietante, la storia di un'invasione aliena, crudele e devastante quanto inaspettata e senza un perché. Già nel 1938, quando questo racconto fantascientifico fu letto alla radio da Orson Welles, creò il panico fra gli ascoltatori americani, che lo scambiarono per una vera cronaca.
Il film di Spielberg intreccia la storia dell'attacco alieno con quella di una famiglia in crisi: è la famiglia di Ray (Tom Cruise), genitore separato, e dei suoi due figli, l'adolescente Robbie e la piccola Rachel, con i quali i rapporti sono sporadici e difficili. I tre si troveranno coinvolti nella incredibile ed impari lotta contro gli invasori e Ray dovrà dimostrare di essere un padre capace di difendere i suoi ragazzi e di conquistare così la loro stima. La trama del film è esile, il finale scontato, scarni i dialoghi. Come è facile immaginare, tutto si gioca negli effetti speciali: fulmini, crolli, uomini polverizzati, folle di profughi pronti a uccidere per assicurarsi una speranza di salvezza, enormi tripodi alieni su ogni continente della terra, suoni e colori cupi e violenti: tutto concorre ad alimentare il senso di paura ed angoscia.
L'invasione, come già detto, non ha un perché, non c'è alcuna comunicazione fra invasori e vittime, e dopo un giorno l'attacco finirà improvvisamente e senza una ragione apparente, come era iniziato. Solo la voce narrante, a conclusione del film, individuerà le ragioni, naturali e soprannaturali, della sopravvivenza umana.
"La guerra dei mondi - ha spiegato il regista in un'intervista - riflette lo stato di panico latente nei confronti del terrorismo, di cui tutti siamo preda. Deriva da quello che è successo l'11 settembre, dalle quotidiane notizie di attentati suicidi. E la paura è una brutta bestia, genera isteria collettiva".