Romanzo Criminale
.::Paticos - 28 Ottobre 2005::.

Libano, Freddo, Dandy ed il Nero si conoscono fin da ragazzini: hanno condiviso i sogni, la miseria, le bravate, il riformatorio. Diventati grandi, in una Roma che appare come una ghiotta torta da dividere, daranno vita ad una sanguinaria e spietata banda, che passò alla cronaca col nome di ‘banda della Magliana’.
Il film di Michele Placido, tratto dal libro di De Cataldo, mescola romanzo e realtà, sullo sfondo di un’Italia scossa dal sequestro Moro, dalla strage alla stazione di Bologna, un’Italia che guarda con speranza, insieme a tutto il mondo, la caduta del Muro di Berlino.
Pasoliniano, in particolare nelle scene iniziali e conclusive, nelle quali vediamo i giovanissimi amici festeggiare il furto di un’auto e raccontarsi in romanesco come saranno quando diventeranno grandi; novelli ‘ragazzi di vita’, saranno braccati dai poliziotti ed assicurati alla giustizia (sfuggiranno ad essi, invece, nella scena-sogno finale). Dopo un’ellissi di qualche anno, li ritroviamo, insieme ad altri giovani emarginati, ad organizzare un tragico sequestro di persona che li proietterà nel giro della malavita organizzata: traffico e spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, riciclaggio, agganci con le logge massoniche e la mafia. Non si sottraggono a nulla… “Al massimo – dirà Freddo a Libano – cosa ci potrà capitare? Ci ammazzeranno.” “Ma noi siamo già morti – risponderà l’amico – ci hanno ammazzato in riformatorio…”.
Sembrerebbero delle bestie senza cuore, uccidono guardando negli occhi le loro vittime, a viso scoperto; maneggiano un’enorme quantità di danaro, vivono in ville lussuose, ma non smettono mai d’essere ragazzi di borgata: rabbiosi, sempre in credito nei confronti di ogni persona perbene, dalla quale si sentono defraudati della possibilità di una vita normale.
Eppure il film ci mostra anche i loro sentimenti: la profonda fratellanza che unisce Libano a Freddo; l’amore di Freddo per Roberta e quello di Dandy per Patrizia; i loro affetti familiari, la loro lealtà e quel senso dell’onore tipico del codice malavitoso. Tuttavia non c’è possibilità di riscatto per loro: destinati ad una vita ‘sporca’, nulla di bello sopravvivrà fra le loro mani.
Romanzo criminale è un film crudo, forse troppo lungo, ben recitato, in particolare da Kim Rossi Stuart (Freddo) ed Anna Mouglalis (Patrizia). Non amo la regia di Placido, ma apprezzo il suo coraggio nell’affrontare sempre storie scomode. Non amo la recitazione di Stefano Accorsi, tuttavia non poteva che essere sua la parte del commissario Scialoia: goffo ed incapace di fronteggiare la banda, finirà per subire il torbido fascino di Patrizia.